Viva la scrittura in corsivo !

Come per il Manzoni c’era una “questione della lingua”, cioè una disputa in ambito letterario per stabile come utilizzare in tutte le regioni della penisola una lingua unitaria o moderna, con la contrapposizione tra linguaggio dei letterati e linguaggio del popolo, così negli ultimi anni esiste in Europa, ed anche oltre oceano, la contrapposizione trai fautori ed i contrari dell’insegnamento della scrittura in corsivo nelle scuole.

In alcuni stati degli Stati Uniti, dal 2013, per esempio,  le ore destinate all’apprendimento della scrittura in corsivo sono state sostituite da lezioni di battitura meccanica di testi. In Europa, precisamente il Finlandia, la direttiva statale prevede che da agosto 2016 nessun bambino imparerà più a scrivere in corsivo, ma solo in stampatello. Anche qua le lezioni di calligrafia verranno sostituite dall’uso di una tastiera di computer.

Il corsivo perdita di tempo e scrittura spesso  incomprensibile (man mano che si va avanti con gli anni ),   oppure lo scrivere in corsivo permette di migliorare l’apprendimento e le potenzialità del bambino, che deve riconoscere nel medesimo tempo l’insieme della parola e le singole lettere che la compongono ?

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In Italia la dispensa dal corsivo è prevista solo per chi abbia certificazioni di disgrafia o di altri disturbi dell’apprendimento, anche se spesso tale esonero viene esteso anche ad altre fasce di bambini .

Come il Manzoni si batteva per i dialetti, “vere lingue” efficaci strumenti per comunicare in ogni occasione della vita, così anche noi, facciamo nostra l’idea di  molti psicologi e studiosi, i quali ritengono  che la scrittura in corsivo sia elemento fondamentale nell’educazione scolastica e nella crescita di ogni individuo, dato che le abilità intellettive che essa produce, non sono replicabili con la scrittura in stampatello o con la battitura su una tastiera.E non solo , visto che con la scrittura in corsivo è accertato lo sviluppo del pensiero e delle abilità motorie, come pure tale forma di scrittura aiuta a accrescere la propria identità ed espressione.

Per gli adulti il corsivo dovrebbe essere uno stile più elegante di presentarsi, ma ormai siamo talmente disabituati a tale scrittura, sostituita dallo stampatello, che quando la applichiamo dobbiamo riprendere la mano, facendo all’inizio fatica per fornire un testo accettabile. E si che che ancor oggi le perizie calligrafiche vengono utilizzate nei tribunali,  come prova per condannare o scagionare gli imputati.

Così abolire il corsivo significherebbe non solo danneggiare una parte della personalità del ragazzo in una fase di sviluppo, con conseguenze gravi anche sotto il profilo psicologico, ma anche eliminare il più naturale degli stili di scrittura, che corre con regolarità e costanza all’inseguimento dei nostri pensieri.

Ed allora viva la scrittura in corsivo !

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