Uscita secondaria : le fondazioni politiche

Trasparenza, norme anti elusione ed anti evasione, trasformazione dei finanziamenti pubblici ai partiti ( rimborsi elettorali ) da diretti a volontari da parte dei privati. Insomma, l’immobilismo che fino ad oggi ha contraddistinto il palazzo sembra venir meno. Ma, come sempre accade da noi, spesso ci dimentichiamo delle uscite secondarie  o di sicurezza che permettono al politico o a quanti vi ruotano attorno di trovare la giusta scappatoia alle nuove restrizioni.

All’articolo recentemente pubblicato riguardante le lobby ed il lobbista, si associa molto bene una attenta analisi nei confronti delle fondazioni politiche.

Dal 1997 con il decreto Bassanini delle semplificazioni,  alle fondazioni politiche vengono pressoché annullati i controlli e gli obblighi contabili e di bilancio.  Resta soltanto l’impegno a mantenere il patrimonio versato.

Ed allora ecco perché molti politici,  di tutti gli schieramenti , soprattutto tra i più influenti, singolarmente o associati tra di loro  , hanno fatto nascere fondazioni politiche , associazioni no profit legate alla politica , che vedono arrivare corposi finanziamenti da aziende e da privati , che di facciata rappresentano contributi pubblicitari o per la gestione della fondazione spessa , ma che in realtà servono a quest’ultimi per ottenere appalti o favori a livello legislativo ( lobby ), mentre ai politici sono necessari per la propria attività politica  e di partito.  E nessuno ha il diritto di sapere, visto che le fondazioni non hanno obblighi di bilancio .  E non solo, le fondazioni , pur essendo entità senza fini di lucro, hanno invece la possibilità di partecipare al capitale di società di capitali, che invece hanno fini di lucro. Insomma, un vero controsenso.

Speriamo soltanto che l’intervento che prevede minori soldi per i partiti con la nuova legge che azzera i finanziamenti pubblici e crea la possibilità di contribuzioni volontarie, non sia compromessa dalle contribuzioni “coperte” alle fondazioni , altrimenti tutto è inutile.

Anche perché basterebbe molto poco per rendere trasparente anche i conti delle fondazioni.  E’ necessario almeno assimilarle , come realmente lo sarebbero, alle associazioni culturali , che sono soggette ad obblighi documentali verso gli istituti preposti.

Ed allora aspettiamo anche questo ultimo sforzo….

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