Una visione a cortissimo raggio (fino a maggio 2019)

All’inizio anche i sindacati si erano quasi “innamorati” delle opportunità offerte dal governo del cambiamento.

Alcuni programmi politici erano visti di buon occhio (reddito di cittadinanza, pensione anticipata ecc.). Nell’analisi del contratto di governo dell’attuale maggioranza il mondo sindacale era rimasto in silenzio, quasi in disparte, perché aveva colto degli elementi positivi per le masse.

Ma sono bastati 10 mesi affinché il  sindacato cambiasse posizione e si risvegliasse bruscamente dal tiepido innamoramento, che ha portato alla manifestazione unitaria di Roma di sabato 9 febbraio. Ci si è accorti di un presunto tradimento.

Così, gli indicatori negativi che in questi mesi sono venuti fuori (rialzo delle spread, bocciatura della prima manovra finanziaria, calo della produzione, recessioni – unici in Europa-, investimenti bloccati, nomine in posti strategici impantanate)  hanno fatto ripensare molti, tra cui i sindacati.

Il vero problema per tutti noi italiani è quello che il programma di questo ultimo governo è un programma con una visione a cortissimo raggio, arriva fino a maggio 2019 (elezioni europee). E’ un programma che non contiene  alcuna strategia economico/sociale per i prossimi 2/3 anni come pure è assente di una visione strutturale sui prossimi 3/5 anni. Perché a maggio, come minimo, potrebbe essere ridiscusso il tutto, ed allora è bene presentarsi all’appuntamento con dei piccoli risultati immediati, anche se di facciata. 

Così la crisi di sistema del Paese Italia, già seria di per sé, si sta facendo ancora più complicata. Altro che social!

Ci sarebbe da pensare alle politiche della famiglia e della scuola, alle politiche industriali, al mondo del digitale, all’ambiente, alle difficoltà del nostro territorio, ecc. ecc. Penseranno a tutto, ma solo dopo maggio 2019 (nonostante che si tratti di elezioni europee, e non politiche) ! Come crediamo che a dopo maggio (ma a data e Governo da definirsi) sarà sicuramente rimandata ogni possibile decisione sulla tanto discussa TAV.

E’ proprio vero che in Italia non si pensa altro che alle prossime elezioni ed alla campagna elettorale. Vecchi politici o politici del cambiamento, la sinfonia è sempre la stessa; si trova la massima soddisfazione nel fare campagna elettorale e nei risultati delle elezioni, nazionali, europee o locali che siano. Poi resta quasi tutto uguale, se non peggio (raramente si vedono dei miglioramenti in giro).  E noi, popolo italiano, dobbiamo vivere con una crisi di sistema,  che pochissimi altri paesi industrializzati al mondo hanno.

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