Una sola parola: solidarietà

In questo momento difficilissimo per tutto il pianeta, in giro, più del solito, si sentono tante parole. Già i problemi erano seri prima della pandemia. Ora con il Covid-19 siamo davvero allo sbando, ovunque.

Così in questa fase crediamo che l’unica parola davvero coerente con il momento che stiamo vivendo sia “solidarietà”. Sia morale, che con aiuto pratico ed economico.

Chi ne ha la possibilità dovrebbe cercare di mettere in atto azioni di solidarietà, che vanno ad aggiungersi alle regole sanitarie e di comportamento sociale. Tutto ciò può contribuire ad uscire da questa drammatica situazione in cui il mondo si trova.

Tante le forse di solidarietà possibili, per fortuna in ogni quartiere qualcuno che opera già in tal senso lo si trova sempre.

Io aggiungerei ancora due proposte.

Un diverso impegno sindacale rivolto stavolta ad organizzare per ogni contratto nazionale di lavoro un prelievo mensile (fino al termine della pandemia) in % su ogni busta paga dei lavoratori attivi; le somme raccolte dovrebbero confluire in un c/c sindacale al fine della distribuzione immediata ai più sfortunati che ne facciano richiesta.

Un diverso impegno degli imprenditori non toccati dalla crisi, anch’essi con donazioni mensili personali ed aziendali verso un conto dedicato degli industriali, le cui somme, come per quelle raccolte dai lavoratori, e dovrebbero essere distribuite mensilmente a chi ne fa richiesta.

Dobbiamo essere più solidali, dobbiamo creare un altro canale parallelo allo Stato, veloce, snello, mensile perché lo Stato da solo può non bastare.

Ed essendo impegnati nella solidarietà si farebbe anche maggiormente silenzio.

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