Una pernacchia allo statuto dei diritti del contribuente

La legge 27 luglio n.212 del 31 luglio 2000 riguardante le “Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente” , all’articolo 3 comma 1 recita che le disposizioni tributarie “… si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono “ , mentre udite, udite, sempre all’articolo 3 comma 2 “… In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti “ . Insomma ci dovrebbe essere almeno un preavviso di 60 giorni per i nuovi adempimenti tributari.  

Invece negli ultimi mesi , consulenti, aziende e  privati sono tutti finiti nel vortice delle nuove disposizioni del Governo, preannunciate, poi richiamate, in seguito ripristinate ma  variate, anche nell’ imminenza della scadenza. Un sopruso ed un grande  ambaradan ! Che va ad aggiungersi alla già elevatissima pressione fiscale a cui tutti siamo sottoposti !

Prendiamo invece un paese a caso : gli  USA . Troviamo che la pressione fiscale è al 25% , dichiarare il proprio reddito è un gioco da ragazzi ed è pure la normalità visto che l’evasione  è punita molto duramente e le agevolazioni per il contribuente la scoraggiano.  Il periodo della dichiarazione dei redditi, una volta l’anno, è, al contrario dell’Italia,   un evento positivo, perché la maggior parte della popolazione richiede un rimborso, che guarda caso, arriva a casa in tempi brevissimi. Insomma anche per il fisco … un sogno americano.

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