Tutto intorno i nuovi “Nerd”

La scorsa domenica mentre partecipavo ad una marcia non competitiva, correndo tra le bellissime colline della mia Provincia, Lucca, mi venivano in mente i miei due figli;  la più grande appena maggiorenne, ed il secondo quasi tredicenne. Bravi ragazzi, educati, con discreti risultati scolastici,  impegnati in attività sia sportive che sociali. Cosa volere di più?

Sapete perché mi sono venuti alla mente proprio in quell’occasione ? Perché il mio poco tempo libero cerco di viverlo all’aria aperta,  a contatto con la natura e con gli altri, contrariamente ai miei figli che appena possono si attaccano ad uno dei tanti schermi  che la tecnologia può offrire : cellulari, computer, Ipad . Quindi anche loro mi sembra siano entrati senza indugio nella schiera dei nuovi “Nerd”. E questo mi preoccupa un po’, come mi turba il contesto generale che vi ruota attorno, anche perché tale modo di comportarsi sembra essere sempre più precoce.

“Nerd” è un termine della lingua inglese, che fino ad un decennio fa voleva identificare chi era predisposto per la ricerca intellettuale, di intelligenza superiore alla media, tendenzialmente solitario, fisicamente un po’ impacciato, poco sportivo, vestito fuori moda  e perché no,  anche sfigato.

Nel tempo tale termine si è ristrutturato ed oggi “Nerd” non significa più essere secchione, occhialuto o sfigato, ma è diventato uno stile di vita, trascorsa anche e soprattutto insieme ai videogames, cellulari, tv e computer.  Oggi quasi quasi l’essere “Nerd” per molti è un orgoglio anche perché i “Nerd” stanno al passo con le novità tecnologiche ed  ampliano rapidamente  le proprie conoscenze di giochi online, dei programmi voip, dei cellulari. Così spesso è preferibile “nerdare” anziché uscire e  le nostre famiglie spesso si trovano circondati da persone che anche se presenti fisicamente, con la testa sono lontani anni luce.

Nel mio piccolo, a casa,  cerco di ragionare con i figli, ma vedo che il richiamo che proviene da quegli schermi è troppo forte.  Altrimenti,  se vado in giro,  trovo  ragazzi che anche se risultano in gruppo di fatto sono ognuno per se ( ed il cellulare per tutti ). Così quanto succede attorno passa in secondo piano, oppure transita senza lasciare traccia. Peccato perché l’intelligenza e la rapidità di apprendimento dei giovani di oggi è enorme, ma viene concessa quasi esclusivamente  alle nuove tecnologie e poco ai rapporti umani e sociali, alla cultura o all’ambiente.

Ed allora come vorrei tanto che si potesse vivere il rapporto con la tecnologia con equilibrio. Senza dubbio non è assolutamente il caso di rinunciare agli strumenti digitali che anche nel mondo del lavoro sono ormai fondamentali, ma auspicherei  comportamenti più bilanciati per non instaurare automatismi comportamentali che possono arrecare  danno senza neppure accorgercene.

Sapete cosa mi preoccupa di più? Che ancora non ho sentito nessuno impegnarsi a dire, almeno: domani smetto!

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