Turismo immersivo o esperienziale

Parole, sono parolone in effetti, e neppure troppo esaltanti.

Dall’inglese immersive travel o experiential travel, da qualche anno abbiamo anche tra di noi il – turismo immersivo- ed il – turismo esperienziale – .

Oggi il business del turismo è grande, copre tutto il mondo, tutti parlano di viaggi e di esperienze ma qualcosa è cambiato.

Perché si va alla ricerca di qualcosa di genuino, di vero, che viene sintetizzato con i termini immersivo o esperienziale.

I tour operator e le tante società che operano nell’ambito turistico che si occupano di valorizzare o promuovere il turismo nelle aree di loro interesse, non possono più non proporre attività legate a questo modo di viaggiare e di scoprire il mondo.

In pratica di cosa si tratta: di passeggiare tra le vie più storiche o remote dei luoghi, di comprendere le abitudini del posto, assaggiandone i sapori e scoprendone gli odori.Tutto questo fa ormai parte del viaggio immersivo o esperienziale.

Offrire al viaggiatore la capacità di creare una relazione con la gente del posto, con la cultura e le sue tradizioni, vivendo fianco a fianco con le persone del luogo.

Così nascono tante opportunità per conoscere, perché se è vero che il viaggio autentico si fa camminando, le nuove proposte di viaggio si adattano a ciò.

E poi con la tecnologia che aiuta, ci possiamo comunque immergere nei angoli piú remoti o anche nelle aree di maggiore afflusso, quelle davvero turistiche. Prendiamo per esempi i Musei Vaticani, tra i più visitati al mondo.Con i biglietti digitali salta coda, tutto è un po’ più facile, diciamo meno stressante ed accessibile.

Ed allora, ritornando alle origini, supportati dalla tecnologia, la via del turismo è ben segnata ed accessibile a tutti.

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