Tante piccole azioni concrete

C’è da muoversi. Non c’è tempo da perdere. Idee e azioni pratiche, se positive, se possono arrecare minor danno della situazione attuale, vanno messe in pratica. Con una sinergia, che deve unire tutti gli Enti e le attività private.

Facciamo un esempio pratico.

I raccolti al sud della frutta e della verdura. Arrivano appelli che c’è il rischio che i raccolti vadano persi perché manca manodopera,  in quanto non ci sono gli extracomunitari ed i cittadini dell’est Europa, non essendo riusciti ad arrivare sul nostro territorio a causa della pandemia.

Allora non c’è da aspettare che qualcuno trovi la soluzione,perdendo il raccolto, va trovata noi e tutti devono partecipare a risolvere il problema, lasciando in un cassetto la burocrazia. Si potrebbe pensare di invitare i tanti disoccupati sul territorio italiano del sud Italia a partecipare al raccolto. Va detto che purtroppo molte volte il compenso per gli stranieri era inferiore al minimo della decenza e che gli agricoltori pagando di più non avrebbero una gestione sostenibile. Troviamo allora una soluzione solidale. I disoccupati rispondono alla chiamata, ad essi viene garantito un compenso minimo orario non di sfruttamento, che in parte sarà a carico del datore di lavoro, in parte sarà a carico delle aziende agro-alimentari che acquisteranno i prodotti, riducendo i loro margini, oppure se non vorranno partecipare (ma non lo crediamo), la Regione troverà celermente i fondi adeguati, anche in Europa, per finanziare la parte che il datore di lavoro non potrà pagare al lavoratore. Così avremo un minor danno per tutti ed il raccolto salvato.

Tante piccole azioni concrete sinergiche, messe in campo senza indugio, ridurranno l’impatto economico e sociale del virus. Ne siamo certi.

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