Stampa: in Italia molte parole ma pochi fatti

Se guardate in tv o ascoltare alla radio qualsiasi rassegna stampa dei principali quotidiani italiani di qualsiasi giorno dell’anno, ponendoci la giusta attenzione, noterete che è sempre più difficile avere un quadro dei fatti.

Sembra quasi che non esistano, o che siano di poco conto i fatti circostanziati, realmente accaduti.

Ciò che invece risalta in quasi tutte le testate è l’interpretazione dei fatti.

Interpretazione che enfatizza retroscena, commenti, prese di posizione; così che la narrazione è sempre più relegata in un angolino dell’articolo, a volte pure tralasciata, o esposta in forma retorica, in modo tale da essere poco compresa.

E’ evidente che si trascura o si cerca di nascondere la narrazione degli avvenimenti, mentre si accentua la critica, il giudizio, il parere. Così il lettore difficilmente riesce a farsi una propria idea.

Ma perché questo?

Forse perché tutto ciò fa parte della cultura e della consuetudine dei nostri giorni, in un paese, l’Italia, dove tutti o quasi giudicano e promettono tanto, ma concretizzano poco, anche perché miopi o smemorati sui fatti e sul loro susseguirsi (che poi sono quelli che hanno determinato lo stato delle cose di oggi).

Così l’affermazione “ In Italia molte parole ma pochi fatti ”, può calzare a pennello anche per buona parte del mondo del giornalismo e della stampa.

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