Soldi, soldi e solo soldi

Estate 2007: crisi finanziaria iniziata negli Stati Uniti ,  poi diffusasi in Europa e rapidamente al mondo intero.  Autunno 2008: il mondo entra nella recessione più profonda mai registrata dalla seconda guerra mondiale. Origine della crisi: bolla speculativa nel mercato immobiliari statunitense: mutui subprime ( mutui a coloro che hanno una

probabilità relativamente alta di non essere poi in grado di ripagare ).

microcredito

La storia recente la conosciamo tutti , visto che la viviamo giornalmente sulla nostra pelle. Il sistema bancario soffocato da enormi sofferenze, ha preso boccate di ossigeno sospendendo il credito alle aziende ed alle famiglie e  trattenendo i flussi di denaro provenienti dalla BCE, destinati invece al mondo imprenditoriale.

Varie forme di microcredito, già nate per aiutare i paesi in via di sviluppo, si stanno trasferendo anche nel nostro continente. Altri  progetti cercano di venire alla luce, per rimpiazzare l’assenza e la pochezza del nostro sistema bancario. Ve ne raccontiamo un paio, ancora nella fase embrionale.

Partiamo dal progetto JAK .

Da tempo si è insediato il comitato promotore per la costituzione della Banca Popolare Jak Italia.

JAK è un acronimo in lingua svedese: Jord, Arbete, Kapital. In italiano Terra, Lavoro, Capitale, tre elementi di base del sistema economico.

JAK Medlemsbank è una banca che opera in Svezia dal 1973 utilizzando un metodo molto particolare: i risparmiatori non ricevono interessi sul capitale versato, mentre coloro che prendono prestiti pagano unicamente una commissione, corrispondente ai costi di gestione della banca.

JAK  Italia è un progetto volto a realizzare un soggetto bancario che si faccia promotore della circolazione del denaro e della redistribuzione della ricchezza. Jak Italia propone un progetto di business sociale “no profit”: obiettivo è la sostenibilità economico-finanziaria, non la massimizzazione del profitto, tanto che i capitali prestati non sono remunerati da interessi ma solo da contributi necessari a sostenere le spese di gestione. Mira, inoltre, a sostenere lo sviluppo di una coscienza ambientale e il credito all’economia locale.

Una nuova immagine di banca, insomma, prende vita: una banca gestita dalle persone (ogni socio gode di un voto nell’assemblea) che mettono a disposizione di altre persone i propri risparmi. Un luogo in cui i soci non pagano, né ricevono interessi. Un sistema virtuoso e sostenibile che mette i soci al riparo anche dall’inflazione in quanto la perdita di potere d’acquisto è compensata dalla possibilità di ricevere finanziamenti a costo ridotto.

I 3 obiettivi che si prefigge sono:

  1. liberarsi dai debiti derivanti dagli interessi;
  2. mettere ciascuno nella condizione di pensare e negoziare liberamente;
  3. partecipare ad un’economia più altruista e consapevole.

Continuiamo con il Compte-nickel.

Tra poche settimane in Francia dovrebbe essere operativo un nuovo conto bancario. Ribattezzata anche “banca dei poveri” , tale sistema prevede che chiunque potrà aprire il suo nuovo conto in una tabaccheria o presso un rivenditore di giornali, senza nessuna garanzia di reddito, senza nessuna discriminazione. Progetto totalmente privato, rivolto soprattutto a coloro che vedono rifiutarsi , per le scarse risorse, l’apertura di un conto.  Il nome fa allusione all’espressione gergale “c’est nikel”, che significa che tutto è a posto, pulito, trasparente. All’origine dell’iniziativa Hugues Le Bret, ex direttore della comunicazione della Société Générale, uno dei colossi bancari francesi. Socio di Le Bret è Ryad Boulanouar, mago delle nuove tecnologie applicate al mondo della finanza, che ha già brevettato un sistema innovativo per l’identificazione e la registrazione di un cliente mediante un semplice scanner.

Se non altro, tale conto  potrà servire almeno a recapitare il reddito minimo garantito dalla stato francese. Infatti spesso si pone il problema di come consegnarlo ai più indigenti, che vivono per strada, in particolare a Parigi, senza fissa dimora.

Una nuova cultura e struttura della finanza sia d’impresa che familiare diventa elemento centrale  per poter  impostare nuove politiche industriali e sociali.

Un nuovo benessere è possibile !

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2 Responses to Soldi, soldi e solo soldi

  1. Pierangela Benedetti dice:

    Quello che non abbiamo capito è che la terribile seconda guerra mondiale, che io, se pur bambina ho vissuto e ricordo, non è ancora finita. L’aver chiesto aiuto agli USA per uscire dal pantano dove il fascismo ci aveva infilati è stata una cura peggiore del male. Eravamo tutti contenti, salutavamo gli americani come salvatori, ma sono diventati i nostri nuovi padroni.
    Ci hanno liberato da Hitler e da Mussolini e sono arrivati loro con le loro pacche sulle spalle. Felici e contenti perchè gli abbiamo fatto guadagnare un sacco di soldi con la fabbricazione delle armi, con la sperimentazione della bomba atomica mollata sulla testa di persone innocenti e …ci hanno preso gusto….tanto qui non può venire nessuno a tirarci le bombe siamo troppo lontani. Il Canada se ne guarda bene. I paesi del Centro America li controlliamo noi…e quindi noi siamo tranquilli. Ora lasciamo in pace l’Europa, facciamo finta di aiutarli per la ricostruzione e intanto gli imponiamo le nostre basi militari in maniera da essere vicini alla Russia, all’Africa e all’Asia. Quindi nuove guerre: Corea, Vietnam, ecc…ci sono continuamente accesi focolai. Kosovo, Somalia, Irack, Afganistan( che quando dovevano far guerra alla Russia gli stava bene, ora invece…devono portargli la democrazia e la pace ….con le bombe ). Si sono accorti quindi che fare la guerra è un grande affare perchè prima distruggi con le armi che fabbrichi e che fruttano tanti soldi e poi ricostruisci, è come la tela di Penelope, e ti sposti più in la. Però dove la guerra non c’è più come li fai i soldi? Allora è entrata in ballo ” l’alta finanza” e tutti siamo rimasti a bocca aperta…..e a tasche vuote!!! La crisi è iniziata negli USA, ma loro l’hanno iniziata e l’hanno esportata. Ora loro sono in ripresa perchè la loro popolazione deve stare bene se no li fanno fuori e stritolano con il guanto di velluto e il pugno di ferro le popolazioni come quella italiana che si lasciano fare di tutto….perchè “sono americani” e se lo fanno e lo dicono loro va bene così! Quando apriremo gli occhi e cercheremo di mandarli via dai nostri territori sarà troppo tardi. Contro il MUOS non si può fare nulla……Noi stiamo male, ma non così male da rivoltarci con la sicurezza che non abbiamo nulla da perdere. Ci lasciano il minimo affinchè non ci ribelliamo. Ci sono tanti che non sono andati in vacanza, ma altrettanti invece ci sono andati….Ci lasciano galleggiare perchè l’Italia, li bella sdraiata in mezzo al Mediterraneo è troppo importante. Intanto si becca tutti gli sbarchi dei fuggitivi dalle loro sporche guerre, e poi che magnifico trampolino di lancio. La Sicilia così vicina all’Africa…E noi tutti buoni e tutti zitti anche perchè sanno chi pagare affinchè faccia star buona la popolazione. La popolazione ha paura che gli succeda di peggio e quindi cerca di adeguarsi, si lamenta, protesta e basta. A loro le proteste e gli insulti gli entrano da un orecchio e escono dall’altro e continuano a fare i comodi loro. E quando arriverà ” il peggio” subiremo, malediremo, urleremo, poi ….arriveranno altri salvatori e altri padroni….e noi saremo eternamente degli schiavi pur essendo il popolo più intelligente del mondo! Se non avremo un sussulto di consapevolezza e di orgoglio nazionale questa sarà in eterno la nostra sorte. Leggetevi la storia dell’Italia dalla fine dell’Impero Romano fino ai giorni nostri. Sempre schiavi siamo stati…..STUPIDI !!!!

  2. Pierangela Benedetti dice:

    La cura è: dobbiamo cominciare a fare da soli. Dobbiamo smettere di chiedere aiuto a questo o a quello. Viviamo in un paese meraviglioso, il paese ” più ricco del mondo”. E’ vero che lo abbiamo trattato abbastanza male, ma siamo ancora in tempo per recuperare. Mare, sole, terra fertile, monti meravigliosi, il 75% delle opera d’arte del mondo. Non ci manca nulla. Dobbiamo smetterla di imitare gli altri paesi. Noi non siamo gli altri paesi, noi siamo l ‘ITALIA. Una terra UNICA. Non si può fare in Italia quello che si fa nel resto del Pianeta. Ogni metro della nostra terra è pieno di storia o di ricchezze naturali. E dobbiamo difenderla. Dobbiamo amarla la nostra Italia. Noi non abbiamo materie prime per essere un paese industriale metalmeccanico. La nostra industria deve essere l’agricoltura, il turismo, le terme, l’alpinismo. il mare. L’unica industria che possiamo avere è la cantieristica navale e basta. Svegliamoci e rimbocchiamoci le maniche. Costerà molto sacrificio, sembrerà un tornare indietro invece sarà uno spiccare un salto nel cielo. CORAGGIO !!!!

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