Sognare la conservazione dei mestieri

Già nel nostro precedente articolo “mestieri con le ore contate”  avevamo descritto come botteghe artigiane e botteghe artistiche ci stanno definitivamente lasciando.  Non solo per mancanza di eredi nel nucleo familiare o per indisponibilità degli stessi a proseguire l’attività, ma anche per l’ allontanamento dei giovani da questo tipo di attività.

Il rischio è che, nel giro di pochi anni, i saperi e le tradizioni espresse dai maestri artigiani delle nostre città  possano disperdersi, impoverendo il tessuto economico locale ed il patrimonio culturale dell’Italia. I comparti dell’artigianato come pure quello dell’agricoltura,  con lo sviluppo industriale ed il benessere diffuso degli anni ’90 , sono stati abbandonati a se stessi , come dimenticati, soprattutto dalla politica. Oggi potrebbe anche  esserci un ripensamento generale, vista la drammatica situazione economico-finanziaria , ma purtroppo i buoni propositi non possono essere accompagnati da aiuti economici, visto che le casse degli enti pubblici e delle associazioni riescono a malapena a coprire i bisogni primari .

Ma sognare non costa molto, anzi in certi aspirare a qualcosa di difficile realizzazione porta a stimolare  l’ingegno; ingegno che se aiutato da quel pizzico di fortuna o, se mi permettere,  di provvidenza, ti può cambiare la vita .

Ed allora vorrei sognare il rivivere anche dei nostri mestieri più antichi  e delle botteghe artigiane. Come ? Per esempio,  ipotizzando iniziative semplici ma incisivi, ben coordinate tra loro . Immaginiamo che un artigiano si stia avvicinando agli anni della pensione ( che sarà modesta, quasi irrisoria, dopo una vita di lavoro ). Anziché pensare a chiudere l’attività smantellando la bottega, ricavando quel poco dalla vendita di impianti ed attrezzature o rimanendo ancora un po’ in attività, ma con un impegno sempre più limitato nel tempo,  senza copertura assicurativa, per non essere schiacciato dalla tasse, si potrebbe pensare di  costruire un processo di continuità che porti dei benefici, sia economici che morali  al vecchio artigiano, ai disoccupati interessati ad imparare il mestiere,  ma anche al tessuto economico e sociale della città.

Gli enti locali di concerto con le associazioni di categoria potrebbero gestire un avviamento all’ artigianato, con dei corsi di nozioni generali, a cui dovrà fare seguito una graduatoria di coloro che si sono impegnati e resi  disponibili ad intraprendere un apprendistato.  Gli artigiani che non hanno  familiari o dipendenti disposti a proseguire l’attività potrebbero rivolgersi , in previsione del pensionamento, all’ente o associazione di riferimento che dovrebbe adoperarsi  per selezionare e assegnare un candidato, che avrà un tempo congruo per apprendere il mestiere affiancandosi all’artigiano in procinto di andare in pensione. L’ente e l’artigiano si faranno carico, con percentuali da stabilire, del costo dell’apprendistato. Ma al momento del passaggio di consegne il giovane che rileverà il mestiere,  dovrà contribuire, con versamenti spalmati nel tempo,  sia nei confronti del vecchio artigiano, secondo un valore  precedentemente calcolato e certificato, per l’avviamento e per i  macchinari rilevati, come pure nei confronti dell’ente o dell’associazione per alimentare il fondo per l’avviamento all’artigianato. Insomma è vero che chi subentrerà avrà degli impegni finanziari certi a fronte di entrate incerte, ma avrà pure goduto di benefici e di un avviamento al lavoro fondamentali. Oltre ad un sostegno burocratico ed a facilitazioni  normative che dovranno essere giocoforza considerate. L’artigiano pensionato potrà altresì godere di un reddito mensile maggiore rispetto al previsto, oltre alla soddisfazione di non veder cessare la propria attività, impegno di una vita. E per gli enti e le associazioni locali, con il rinvigorimento delle attività, si avrà un arricchimento del tessuto economico, come pure un mantenimento del patrimonio culturale,  tanto elogiato da ogni dove.

Quello da noi proposto è uno dei tanti modi possibili di intervento sul territorio , a salvaguardia di una categoria e di attività che riteniamo fondamentali anche per il nostro futuro. Sono necessari però la buona volontà ed una comunione di intenti.

Sognare positivo è lecito e quanto meno, ad oggi,  non costa ancora nulla. 

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