Sarà una migrazione al contrario?

Ben prima dell’epidemia, va detto, che la considerazione dei nostri borghi e dei piccoli comuni era già in parte rinata.

C’era interesse, c’era voglia di ricreare vita, cultura, vecchie tradizioni, nuove opportunità di business.

Ma nello stesso tempo era comunque evidente che i piccoli comuni ed i borghi, lungo tutto lo stivale, facevano e fanno parte di un territorio impegnativo, difficile da organizzare e mantenere, dove non sempre è facile rintanarsi per sfuggire alle difficoltà quotidiane di vita delle grandi città, oggi amplificate dal problema coronavirus.

Infrastrutture vecchie e prive di manutenzione, difficoltà di allaccio alle moderne tecnologie, continui dissesti idrogeologici. Queste sono alcune delle questioni più scottanti, che la nostra classe politica doveva già e dovrebbe da oggi discutere ed organizzare, con programmi a lungo respiro, come minimo decennali, per interventi da prevedere, ma soprattutto da attuare.

Questa pandemia ha avuto effetti disastrosi,  soprattutto nelle aree più popolate ed inquinate. Questa pandemia ci ha fatto riflettere che serve ripensare la nostra esistenza, dallo spazio, alla qualità della vita (forse si dovrebbero introdurre criteri diversi dalla crescita del PIL  per valutare lo stato di salute di un paese).

Anche se tutto è certamente migliorabile, in questa situazione di grave difficoltà abbiamo anche capito che si può lavorare da lontano e fare scuola da lontano.

Ed allora viene da pensare: si andrà verso una migrazione al contrario, visto che la crescita delle città e lo spopolamento delle campagne è stato senza dubbio la trasformazione più significativa del XX secolo?

Non lo sappiamo, ma quello che sappiamo è che la sola intenzione e forza di volontà del singolo cittadino non può bastare.

Quindi perché campagne, borghi e piccoli comuni possano riaccogliere una migrazione al contrario è necessaria una discontinuità nelle politiche, un vero e proprio ripensamento del vivere.

Ma per scelte ed investimenti importanti, è bene ricordarlo, occorrono governanti qualificati accompagnati da maggioranze solide e ben coese.

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