La speranza di un ritorno al Natale di una volta

L’altro ieri, 15 gennaio, al tg3  del primo mattino ho appreso la notizia che due intere famiglie, per un totale di 5 persone,  in due diverse città italiane sono state trovate morte nelle loro abitazioni,  con decesso che presumibilmente è avvenuto nel periodo delle festività natalizie. Nello stesso periodo si sono consumati anche due suicidi in carcere.  Il primo detenuto si è impiccato a Trani, la mattina di Natale, e l’altro al carcere Pagliarelli di Palermo nella notte tra il 25 e il 26 dicembre.

Senza voler dare enfasi a queste tristissime notizie, l’occasione mi è servita per riflettere e soffermarmi sul periodo di Natale,  non per tutti periodo allegro. Infatti purtroppo non sono rari i casi di ansia e  depressione dovuta proprio alla festa.

immagine 1La tradizione vorrebbe vedere tutti  buoni, con scambi di sorrisi, abbracci e qualche dono. Il Natale dovrebbe essere una festa altruista, dove  tutti dovrebbero sentirsi più felici. Ma non tutti festeggiano per il  Natale. Anzi sempre più persone si trovano  in uno stato di vera e propria depressione. Proprio a causa del Natale.

Pare che oltre la metà degli italiani viva le festività natalizie come fonte di nervosismo e stress. C’è chi deve organizzare la casa per gli ospiti, chi deve pensare ai regali, ai compiti dei bambini oppure alle vacanze. C’è chi invece in quei giorni fa un bilancio di fine anno, ripensando alle cose che avrebbe voluto realizzare, alle cose che sono andate  perse ( spesso tra cui il lavoro ), al tempo che passa inesorabile ed ai problemi generali che si acuiscono.

Ed allora la falsa atmosfera creata durante il periodo di Natale, spesso montata ad arte per favorire il superficialismo ed il  consumismo dei nostri tempi, entra in conflitto e peggiora la situazione di quanti sono  già colti da un velo di tristezza.

immagine 2Sempre più svuotato dal significato religioso, il periodo natalizio dovrebbe almeno far rifugiare  gli individui negli affetti familiari e nelle persone a  cui si vuole bene . Ma anche  questo appiglio spesso non è utilizzabile visto  sono sempre più le coppie separate con figli sballottati tra “famiglie allargate ”, sempre più grandi e numerose.

Personalmente il Natale dei nostri tempi , così svuotato di senso religioso mi rattrista. L’ipocrisia ed il buonismo la fanno da padrona, mentre la vita reale appare così lontana.

A questo punto la speranza è quella che in qualche modo si possa lentamente tornare al Natale di una volta, più devoto , più povero ma solidale e realmente gioioso. Le narrazioni ci fanno vedere che …. si preparava solo pochi giorni prima del  giorno di Natale con semplici elementi il presepe ed in qualche caso anche l’albero , si indossavano i vestiti della festa, si usciva presto la mattina dalle case per poi farvi ritorno di lì a poco,  trascorrendo intere giornate in famiglia vicino al fuoco …

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