Riflessioni sulle esperienze lavorative

Ho vissuto e sto vivendo direttamente esperienze lavorative nell’ambito privato, come pure ho avuto a che fare con la pubblica amministrazione.

Servizi, commercio, industria; i più svariati settori mi hanno permesso di acquisire importanti esperienze come pure di analizzare imprenditori ed imprese. Anche se le aziende appartengono o sono appartenute a comparti completamente diversi l’uno dall’altro, vorrei evidenziare alcune caratteristiche non sempre positive che bene o male si ritrovano quasi  ovunque in Italia  e che oggi , con una crisi di portata epocale, nata dall’economia , ma che sta investendo sempre di più tutte le dimensioni della vita, rappresentano un fardello che sospingono tutto il sistema verso una evoluzione che non riesce a volgere al meglio .

Spesso i mutamenti dei mercati ed le alterazioni della vita obbligherebbero  le aziende ed il suo management ad assumere rapide decisioni  che porterebbero a modificare quella quotidianità che, all’opposto, tendiamo a non cambiare,  perché ci  rassicura, ci protegge. Accettare la realtà è difficile, accettare una realtà diversa dalla routine,  spesso diventa  impossibile. Troppe volte si indugia, in attesa che qualche forza esterna offra quella spinta che possa rimettere in moto anche questa o quella realtà imprenditoriale chiaramente in declino. E così facendo purtroppo  si arriva ad un punto di non ritorno. Nel valutare gli atteggiamenti assunti  dagli imprenditori incontrati, viene da pensare che si diventa realmente adulti solo quando si riesce a compiere, anche dopo tanta fatica,  quelle azioni che non vorremmo mai concludere,  per i più  svariati motivi, ma che in certi casi  possono rappresentare la svolta per l’impresa . In altri paesi, come ad esempio negli USA, oppure nel piccolo stato dell’Islanda,  l’atteggiamento e la mentalità comune è quella invece  di affrontare subito le questioni,  anche a costo di far pesare inizialmente  sulla collettività le drastiche decisioni ,  convinti che in un periodo non lungo  il sistema, oltre ad essersi liberato di una zavorra,  recupererà quanto inizialmente perso. Un altro  fattore  che raramente trova un’adeguata valutazione e considerazione nel mondo del lavoro italiano è rappresentato dal giusto equilibro tra la vita personale e quella lavorativa. Raramente troviamo imprenditori e management attenti a stabilire, per l’appunto,  un maggiore equilibrio tra la vita personale e quella lavorativa del collaboratore, del dipendente.  Con una maggiore sensibilità nel gestire i rapporti interpersonali,  si arriverebbe alla conseguente soddisfazione per i dipendenti ed a una maggiore produttiva per l’azienda. Al contrario si tende a far pesare sul lavoratore le problematiche aziendali,  con una insoddisfazione generale che si ripercuote  oltre che sulla famiglia, anche sui risultati aziendali. Problematiche che molte volte sono dovute principalmente alla scarsa organizzazione interna o ancora  peggio alla mancanza di meritocrazia. Decisioni strategiche spesso lasciare a personaggi professionalmente non all’altezza, ma la cui scaltrezza o dimestichezza nel sapersi adattare alle circostanze, fanno sognare all’imprenditore un futuro di successo. Senza lasciare spazio a chi è veramente più bravo e capace.

Come si grida da più parti , finché non ci sarà una rivoluzione morale, che nel mondo imprenditoriale  tenga anche conto degli aspetti sopra descritti, il nostro paese difficilmente uscirà dalle sabbie mobili in cui si è conficcato.

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