Render conto a … gli Enti e le Municipalizzate

Ripartiamo dal nostro pezzo di successo “Render conto a… “ per parlare di uno tra i più seri problemi del nostro paese. Siccome è un’emergenza assoluta, le notizie trapelano qua e la  a pezzi ed a bocconi, forse  per non destare troppa preoccupazione.

Di cosa stiamo parlando ? Del fenomeno in cui diversi Enti locali come pure molte Municipalizzate presentano “gravi ed incontrovertibili condizioni di squilibrio“ oppure sono dichiaratamente in “dissesto finanziario” . E’ di ieri la notizia che anche  il Comune di Viareggio, importante città turistica italiana, ha alzato bandiera bianca approvando in Consiglio Comunale il dissesto finanziario. Oltre cinquanta milioni di debiti che non è in grado di pagare. Ma come si può arrivare a tutto questo ?

Cosa è il dissesto finanziario ?  In “soldoni” il  dissesto finanziario di un Ente pubblico è l’equivalente del fallimento di una società privata, solo che se nelle società si chiude il portone e tutti vanno a casa,  nell’Ente, per ovvi motivi ciò non è possibile. A titolo informativo con la procedura di dissesto il Ministero dell’Interno nomina una commissione (organo straordinario di liquidazione), che rileverà la massa passiva (debiti in bilancio e fuori bilancio del comune antecedenti all’esercizio in corso ), la massa attiva (residui ancora da riscuotere) e successivamente liquiderà i creditori di una parte del credito . Al Sindaco ed alla Giunta in carica rimarrà da gestire solo l’anno corrente. Tra gli enti dissestati negli anni , per la loro importanza , risaltano la Provincia e il Comune di Napoli, il Comune di Alessandria, ed altre città come Enna, Taranto, Potenza e Benevento. Come pure vicini al crac sono andate, tra le altre,  le città di Parma, Roma, Milano .

Lasciamo da parte l’aspetto tecnico dello squilibrio finanziario e del dissesto, che tutti gli Enti cercano fino alla fine di evitare, visto che tale procedura porta conseguenze molto negative all ’economia locale ( riduzione al minimo indispensabile dei servizi offerti per il cittadino ed ulteriore aumento dei tributi ).

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Torniamo alla crisi finanziaria (che si tocca con mano tutti i  giorni ) degli Enti e delle Municipalizzate,  che in linea generale è da addebitare alla crescente spesa pubblica, alla riduzione del trasferimenti da parte dello Stato, ma anche alla cattiva gestione della cosa pubblica . Grazie anche alla creazione del capitalismo municipale ( ideato soprattutto per aggirare norme schiaccianti da parte dell’Amministrazione Centrale ), con cui  le amministrazioni locali hanno occultato squilibri di bilancio trasformando uffici e funzioni in “aziende” sotto forma di società di capitali. Ciò ha consentito di gestire a piacimento assunzioni ed anche le perdite dei bilanci comunali. Tutti  nodi che poi alla lunga sono venuti al pettine.

Ed allora, la  montagna di debiti accumulata, come può essersi creata dal nulla ? E’ possibile che gli amministratori locali, che per fortuna nella maggior parte dei casi non si trovano più ai posti di comando, che hanno accompagnato negli anni gli Enti verso tale situazione, possano passeggiare tranquillamene tra gente, senza alcun rimorso, come se ciò non avesse riguardato loro ? E’ possibile che nessuno o quasi renda conto alla collettività del proprio operato, ma si finisca per rimandare al mittente o  rimbalzare accuse a destra e a manca, senza il minimo pudore ?

Il caso quasi unico, in cui Vignali, Sindaco di  Parma , nel 2013 fu arrestato per uso della cosa pubblica per interessi privati, non può non aver fatto scalpore. Come pure non può non farci indignare la situazione opposta dove nessuno o quasi pare sia colpevole della profonda crisi finanziaria in cui versano i nostri Enti. Crisi che sta avendo grosse ripercussioni su tutti i cittadini.

Con la speranza che una nuova classe di  amministratori locali possa se non risollevare le sorti degli enti, ma quantomeno agire da ora in avanti  con la ”diligenza del buon padre di famiglia”  , sarà comunque necessario che qualcuno meglio prima che poi, spieghi alla politica cosa significa gestire i servizi pubblici locali con criteri di efficienza e di economicità.

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