Primo reportage dall’Angola

Siamo arrivati a Chiulo e stiamo bene. Il viaggio è stato lungo e stancante.

Al nostro arrivo a Luanda ieri mattina siamo stati accolti da Vincent, un autista del CUAMM che parla qualche parola di italiano e che ci ha portato agli uffici centrali CUAMM per svolgere alcune pratiche necessarie alla nostra permanenza. Grazie a Vincent abbiamo evitato facilmente i numerosi ragazzi alle 5.30 di mattina che fuori dall’aeroporto aspettano i turisti che arrivano con i voli intercontinentali e improvvisano tassisti o facchini pronti a guadagnarsi qualche soldo. A bordo della sua Jeep abbiamo attraversato le strade della caotica Luanda e ho avuto subito quella sensazione che spesso mi è capitata mettendo il primo piede su un altro continente, essere in un posto molto diverso rispetto a quello nel quale sei abituato a vivere e provare un misto tra sorpresa, curiosità e timore dell’essere estremamente lontani da casa.

Il cielo era grigio e non si riusciva a vedere il sole molto caldo e umido. Ci hanno spiegato che a Luanda per via della vicinanza all’oceano è sempre così.

Le strade spesso non asfaltate sono difficilmente percorribili senza un 4×4 mentre le arterie principali sono piene di macchine che sembrano essere del tutto incuranti di un codice della strada, i semafori sono spenti ed è facile rimanere imbottigliati nel traffico quotidiano. In mezzo alla strada c’erano molti venditori ambulanti che vendevano qualsiasi cosa, dai telecomandi del televisore passando per i più svariati capi di abbigliamento, ricariche telefoniche e prodotti alimentari, sono quasi tutti ragazzi che stanno letteralmente in mezzo alla carreggiata e camminando nel traffico sfruttano i numerosi rallentamenti per mettere in mostra la propria merce.

Guardandosi un po’ in giro, tra le case in muratura si vedono abitazioni fatiscenti fatte di lamiera, molte persone lungo le strade che non sembrano troppo indaffarate e molti bambini che giocano e corrono tendando attraversamenti a dir poco imprudenti.

Dopo aver conosciuto i membri dell’amministrazione di Luanda abbiamo preso l’ultimo aereo che ci ha portato ad Ondjiva. Siamo stati accolti da Carlo, anestesista di Firenze e responsabile del settore medico di Chiulo, e Stefano geometra di Vicenza e logista nonché tutto fare della compagnia.

Con loro siamo andati a fare la spesa in un supermercato ad Ondjva dove contrariamente rispetto a quello mi sarei aspettato si trova praticamente tutto quello che può trovare in un supermercato europeo. Abbiamo riempito il cassone del Pick-Up di provviste a lunga conservazione e ci siamo diretti verso Chiulo.

Un’ ora e mezzo di macchina lungo l’unica strada provinciale che attraversa verticalmente la regione del cunene e dove a un certo punto si trova il “Desvio” ovvero l’incrocio dove parte un’altra strada asfaltata che porta e termina a Chiulo.

Il paesaggio è pressochè desertico. La terra è sabbiosa e asciutta e la vegetazione è scarsa, ci sono molti Baobab e per il resto alberelli secchi e cespugli. Percorrendo la strada è comune che si debba rallentare o addirittura fermarsi concedendo il passaggio a mucche, tori, cani selvatici, asini e caprette. Ai lati della strada sono molte le persone che la percorrono a piedi per andare chi sa dove, probabilmente tornano a casa e raggiungono a piedi i pochi agglomerati di capanne e ripari di lamiera che di rado si incontrano lungo il percorso.

La visione di tre carri armati arrugginiti e abbandonati a bordo strada scatena una piacevole conversazione sulla storia del paese e sulla guerra civile che è terminata da solo una quindicina di anni.

Arrivati a Chiulo ci mostrano la nostra casa, è la casa degli ospiti ed è grande e accogliente, per adesso siamo soli e condividiamo una stanza doppia e forse nelle prossime settimane arriveranno altre persone.

Sistemiamo la spesa e facciamo la doccia e spruzziamo il disinfestante in camera anche se di zanzare non se ne vedono. Diamo una controllata alle zanzariere e sono tutte integre e efficienti.

A cena siamo invitati a casa di Carlo e di sua moglie Laura insieme a tutti gli altri membri (6 in tutto) del CUAMM, andiamo a letto alle 22 stanchi morti.

Stamattina siamo andati a fare un giro panoramico dell’ospedale con Carlo. Ci ha fatto vedere le diverse sezioni e ci ha spiegato un po’ come funzionano le cose. Ci siamo affacciati in ogni reparto, ci siamo presentati alle infermiere angolane e abbiamo fatto il giro visite nel reparto di maternità.

Nel pomeriggio di oggi abbiamo partecipato alla riunione settimanale del team CUAMM. E’ una riunione che fanno ogni weekend nella quale ognuno racconta un po’ come è andata la settimana e che problemi e criticità ci sono state.

E’ durata tre ore ed è stata sufficiente per rendersi conto di quanti problemi ci sono in una realtà come questa. Problemi di acqua, di infrastrutture, di mezzi (auto, ambulanze), di coordinamento con gli altri operatori sanitari nell’ospedale, di passaggio di consegne tra chi parte e chi arriva. L’organizzazione e la gestione delle risorse, del personale, delle forze è molto problematica è fondamentale ed è un punto critico che occupa gran parte delle energie.

Nel tardo pomeriggio siamo tornati in ospedale per visitare nuovamente alcune donne piuù critiche del reparto maternità. Adesso ceniamo in casa e dopo cena siamo stati invitati a vedere un film a casa dei nostri vicini.

Beniamino Bortoli

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