Prendiamo spunto da …

Il tessuto industriale ed imprenditoriale in Italia si è sgretolato. Poco ancora rimane.  Questo è il nostro  principale problema .  Le aziende chiudono o cercano vie di fuga lontano da casa.industria

Siamo di fronte a situazioni veramente complesse nelle quali ,  per esempio,   la cittadina Svizzera di Chiasso è costretta a chiudere anzitempo le iscrizioni  ( viste le numerosissime richieste provenienti dall’Italia )  per poter prender parte  ad una manifestazione locale rivolta ad imprenditori e professionisti stranieri , con la finalità di invogliare a trasferire le proprie attività per l’appunto a Chiasso, oppure vediamo imprese straniere che quando  decidono  di  investire in Italia, sospinte dagli  appelli dei nostri governanti

, si trovano di fronte ad una alzata di scudi proveniente da ogni dove ( politici, sindacati, imprenditori  ecc. ) , in difesa della nazionalità delle imprese , quando poche settimane prima si sprecavano appelli pubblici di segno opposto.

Ed allora ritengo indispensabile che si prenda consapevolezza anche delle  realtà oltre confine ,  delle  differenze con la  nostra organizzazione  produttiva e  del  lavoro, perché possiamo ripensare a strategie che ci portino a qualche concreto risultato.

Vorrei partire dalla Germania per raccontare in sintesi due modi di affrontare e vivere il lavoro diversamente dal nostro.

consiglio di sorveglianza 1Il primo riguarda gli organi delle aziende più strutturate. Rispetto al nostro paese, in Germania esiste anche  un consiglio di sorveglianza  composto dalla proprietà e da una rappresentanza dei lavoratori, che viene decisa non solo dai sindacati ma anche dai lavoratori stessi.

Con tale organo si definiscono le strategie delle imprese, si esaminano le decisioni degli azionisti,  si nominano i manager e si monitorizza il loro operato. Insomma la rappresentanza dei lavoratori nei più alti organi delle imprese apporta competenze che in certi casi diventano preziose nei processi decisionali  ed incentiva la proprietà ad agire al meglio. Va comunque precisato che  la partecipazione dei lavoratori al consiglio di sorveglianza non implica la presenza degli stessi nel capitale dell’azienda .

Ricerche e statistiche indicano che le  aziende tedesche  cogestite non solo non soffrono,   ma  anzi guadagnano in competitività,  rispetto a quelle governate secondo il modello proprietario e gerarchico tradizionale.

Il secondo punto sul quale vorrei soffermarmi  brevemente,  riguarda i Mini-Job . Come dice il nome, sempre  in Germania,  c’è la possibilità di svolgere dei mini lavori, lavori part-time da 400 euro al mese, rivolti principalmente agli studenti, alle mamme o a quanti si trovano  in gravi  difficoltà lavorative. Le peculiarità di tale reddito sono quelle che  si può tranquillamente sommare al reddito minimo garantito tedesco e che lo stesso reddito è esente i da tasse e contributi previdenziali da parte del dipendente, mentre il datore li versa in misura assai ridotta. Insomma si è voluta creare una forma di contratto per lavoretti a  bassa qualifica,  garantiti dal welfare. minijobAnche in questo caso  le statistiche tedesche parlano di una crescita di questi rapporti , determinata soprattutto dalla scelta politica di renderli privilegiati sia da un punto di vista di tassazione che di assistenza sociale.

Insomma,  normative semplici ma attuali,  improntate ad un equilibrio sociale necessario per favorire  un benessere condiviso.

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Un commento a Prendiamo spunto da …

  1. Pierangela Benedetti dice:

    Gli italiani hanno le idee un pò confuse. Uno perchè non c’è la volontà di chiarirsele, due perchè sono state confuse di proposito dai nostri governanti. Per cui mentre negli altri paesi il dipendente è interessato all’andamento della azienda dove lavora e il datore di lavoro è disponibile ad ascoltare le proposte dei dipendenti. Il dipendente non solo cerca di dare il meglio, di non rompere le cose, di lasciare pulito ecc…, ma cerca anche di fare proposte per migliorare il lavoro che sta facendo per stare meglio lui e per conservarsi il posto di lavoro più a lungo possibile nel tempo. Ora io sono ormai più di 20 anni che sono fuori dal mondo del lavoro, ma quando lavoravo, una volta, perchè mi preoccupavo di documenti che mi mancavano per una determinata operazione, mi sentii dire da dei colleghi: ma cosa ti affanni tanto a fare, pensa ad arrivare alla sera, la ditta non è mica tua! Io rimasi di stucco e poi risposi: questa è una piccola azienda dove lavorano però circa 40 persone con famiglia, se va bene quelle persone, noi compresi, potremo continuare a lavorare e a portare a casa quei soldini che servono anche alle nostre famiglie, se va male ci rimettono i proprietari, ma anche noi. I primi chiudono, ma, magari hanno le tasche piene di soldi, noi invece bisogna arrovellarci per andare a cercare un altro lavoro…sempre che si trovi…Ora spero che dopo 20 anni questa mentalità sia rientrata da parte del dipendente e spero anche che i nostri datori di lavoro si interessino di più a proposte che possono arrivare dal personale perchè, allora, ai miei tempi non ti stavano neppure a sentire. Avevano paura che, nel caso tu facessi una buona proposta poi ne potessi richiedere un riconoscimento economico. Quindi un bravo dipendente si doveva arrampicare sugli specchi per dare del suo meglio…e se le cose andavano male la colpa era sua e se andavano bene era merito del proprietario della ditta…..Ma le ditte, le aziende, le industrie sono fatte di titolari ( ormai sono soltanto capitali anonimi gestiti da chi sa chi ) e dalla forza lavoro che devono diventare un tutt’uno. Allora il lavoro andrebbe meglio e i sindacati, che sono diventati una vera e propria industria, verrebbero ridimensionati e utilizzati nella maniera giusta come controllori, come consiglieri e non come gendarmi….inutili visto i risultati!!! Peccato che in Italia questo non sia stato possibile attuarlo perchè noi siamo un magnifico popolo, ma non siamo capaci di sceglierci un governo valido e di CONTROLLARLO, non di mettere li un tale e poi scordarsene e magari se uno viene a dirti: ma lo vedi cosa ha fatto? tu ti arrabbi e la prendi come un’offesa personale….Bisogna scegliere, con il voto, il meglio possibile e poi stargli con il fiato sul collo. Abbiamo gente al governo che non sanno cosa vuol dire andare a lavorare…gente entrata in politica con i calzoni corti e ne esce con il ” cappotto di legno ” dopo 80 anni di servizio!!! Pieni di soldi nostri che non hanno fatto neppure in tempo a spenderne la metà. Meditiamo !!!!

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