Potenzialità inespresse

Vi siete mai chiesti perché la ricerca ed i ricercatori in Italia sono all’avanguardia, come pure la tecnologia e la specializzazione nell’ambito industriale ed in quello medico sono di primissimo livello nel mondo, ma quando poi andiamo sul pratico, in giro nelle nostre città o negli uffici pubblici, troviamo una evidente disorganizzazione come pure arretratezza nei servizi e nelle infrastrutture ed un bassissimo livello tecnologico?

Forse un esempio che può “calzare” è quello della costruzione di una casa.

Il progetto è ottimo, la tecnologia prevista all’avanguardia, perché i professionisti legati al piano sono di valore.

Si parte con delle buone fondamenta, poi quando si comincia con i muratori a tirare su la struttura ci sono le prime difficoltà ed imperfezioni, perché non si è lavorato a regola d’arte, ma in qualche modo le inesattezze vengono coperte.

Poi quando è il momento di passare all’impiantistica con l’idraulico, l’elettricista, il caldaista, il piastrellista, l’imbianchino ecc. si capisce subito che non c’è coordinamento, ognuno va per la propria strada, con la propria idea e qualcuno è pure un po’ superficiale.

Così alla fine la casa oltre a non essere perfetta da un punto di vista strutturale non può essere sfruttata pienamente nelle sue potenzialità, perché i vari artigiani non hanno lavorato come gruppo per mettere a punto l’immobile, ma ognuno per sé, e qualcuno ha pure fatto degli errori che nel tempo verranno a galla.

Decodifichiamo la storiella.

Il progetto e la tecnologia prevista dai professionisti sono le ricerche e le applicazioni delle nostre università e dei nostri centri di ricerca e di studio, di alto livello, come pure le invenzioni ed i brevetti.

Le fondamenta sono le idee e le regole per promuovere iniziative, costruire e far girare le nostre città ed i servizi per i cittadini, che nella maggior parte dei casi sono buone.

I muratori sono i politici al potere degli Enti e i dipendenti degli Enti stessi. Qualcuno di buon livello,molti altri meno; ciò porta al risultato che l’opera compiuta alla fine non sarà perfetta, perché qualcuno ha bloccato o deviato il progetto.

Gli artigiani dell’impiantistica sono lo Stato e tutti questi Enti (Regione, Provincia, Comune, Comunità Montane ecc.) che hanno potere in base alle proprie competenze, che a volte si intrecciano e si sovrappongono a quelle degli altri interlocutori anche per effetto delle centinaia di leggi e regolamenti sia nazionali che locali che impediscono la fluidità del lavoro, che alla fine, senza un vero coordinamento risulterà, a volte tardivo e non più all’avanguardia, a volte parziale, a volte purtroppo anche abbandonato a metà.

Ecco perché le tante potenziali dei nostri cervelli ed i buoni propositi dei nostri progetti, in Italia troppo spesso si perdono per strada ed alla fine i benefici per il cittadino comune restano marginali.

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