Perché fermarci proprio ora che si era partiti?

Anch’io ho un figlio studente all’ultimo anno di liceo. Anch’io come molti altri genitori avrei voluto che la didattica on line non si fermasse proprio ora, per sei lunghi giorni (da giovedì 9 aprile a martedì 14 aprile), per le feste Pasquali.

Invece come già previsto nel calendario scolastico approvato all’inizio dell’anno, le attività didattiche si fermeranno, nonostante che tutto sia stato stravolto da questa situazione inimmaginabile.

Tante domande, che avrei preferito non pormi.

  1. Perché sospendere la didattica, dopo che in qualche modo tutti o quasi (studenti e professori) erano riusciti fortunatamente a ripartire anche a distanza?

Tale sospensione potrà rovinare un lavoro appena iniziato?Perché interrompere per sei lunghi giorni, già tre (sabato, domenica e lunedì) non erano forse troppi?

Che senso ha seguire ancora un calendario scolastico, soprattutto per i giorni di vacanza, con tutto quello che è successo e con i ritardi che ci sono nei programmi di studio?

E in questa situazione, con questa quarantena, oltre alle famiglie che non possono dichiarare di doversi spostare per impegni familiari, ci sono anche gli insegnanti che non voglio pensare che si sarebbero opposti a qualche giorno in più di lavoro. Anche perché oggi il nostro Paese purtroppo è pieno di persone che fanno sacrifici.

Stefano Bortoli

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