Per risollevare il PIl? Prendiamo spunto dalla Puglia e dalla Campania

Per il terzo trimestre del 2018 sono stati diffusi i dati statistici che ci dicono che in Italia il Prodotto Interno Lordo (PIL) non è cresciuto, rispetto al trimestre precedente.

In termini tecnici si parla di stagnazione (cioè quando la produzione industriale ed il reddito nazionale restano immobili, senza aumentare né diminuire).

Anche guardandosi intorno, dall’inizio dell’estate si capiva che in Italia la ripresina (perché di ripresa non si poteva parlare) dell’economia italiana in atto, stava già frenando, a causa delle troppe incertezze e superficialità del contesto politico.

Ma allora cosa dobbiamo fare per favorire la crescita dell’economia italiana e del “benedetto” PIL? A volte basterebbe poco.

Basterebbe osservare con attenzione quanto fatto in certe aree del nostro territorio, analizzare i risultati ottenuti, prendere spunto, provando a ribaltare le stesse iniziative e gli interventi strutturali anche alle aree ancora in crisi.

Perché i fondi ogni anno, seppur modesti, ci sono e vengono destinati a tutti, chi più chi meno; ma il vero problema è quello che alla fine vengono spesso utilizzati male.

Senza grossi proclami, con piccoli passi è possibile propagare il “virus positivo” che bene o male in Italia è presente.

Prendiamo per esempio il così detto Mezzogiorno, il Sud e le Isole; la tanto conclamata questione Meridionale, che tutti conosciamo e che è inutile ripetere.

A fronte di territori ancora in forte difficoltà con PIL pro capite non solo in stagnazione, ma persino in calo, abbiamo dure regioni, la Puglia ma soprattutto la Campania che hanno invertito la rotta e stanno navigando a vele spiegate.

La Puglia, nonostante che le infrastrutture siano ancora insufficiente e carenti ( e qui è indispensabile intervenire con un programma a medio termine), attraverso un ottimo lavoro costante di marketing, portato avanti dalle istituzioni nel corso di un decennio, è riuscita ad esaltate l’unicità del suo territorio, anche attraverso gli usi, i costumi ed il cibo, così da divenire, con una vera esplosione, la regione n°1 Italiana per il turismo, ricercatissima sia a livello nazionale ma anche e soprattutto internazionale.

La Campania invece, terra piena di fascino ma sotto i riflettori soprattutto per i tanti problemi che la affliggono,  ha visto negli ultimi anni un quasi impensabile aumento del PIL ed una crescita economica evidente a tutti. Contrariamente a quanto accaduto in Puglia, il merito di questa situazione positiva, pone le basi sul potenziamento di alcune infrastrutture, tanto attese, sulle quali si è finalmente cominciato ad investire in maniera corretta. Nuove o riqualificate stazioni della metropolitana, due nuove stazioni dei treni per l’alta velocità, il completamento di strade statali fondamentali, l’adeguamento di un aeroporto che sta funzionando bene. Interventi strutturali strategici ben fatti che stanno rimettendo in moto un territorio, che aveva bisogno di tutto e che ha voglia e volontà di rinascere.

La ricetta è dunque più semplice del previsto, visti gli esempi di Puglia e Campania, e si può sintetizzare con :

  • azioni per proteggere e consolidare le caratteristiche e l’unicità dei nostri territori (ambiente,usi, costumi, cibo);
  • azioni per investire in infrastrutture utili ed utilizzabili, le quali, oltre a far bene alla vita quotidiana del cittadino, porteranno un grande aiuto anche all’economia generale del paese.           

Ciò sarà attuabile per mezzo di amministratori onesti e responsabili che si devono far carico di non veder disperse le limitate risorse finanziarie, che non sono tante, ma ci sono.

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