Per il prete startupper le risorse sono i giovani e le bellezze del quartiere

Alcune “materie prime” adeguatamente miscelate possono produrre un prodotto vincente, davvero speciale.

Stavolta gli ingredienti sono :

–        un prete cinquantenne napoletano, don Antonio Loffredo;

–         una onlus i cui soci sono economisti, giornalisti, liberi professionisti, professori universitari, tutti napoletani ma che nella maggior parte dei casi vivono e lavorato altrove;

–        il rione Sanità di Napoli;

–        un plotone di giovani del quartiere,  raccolti in cooperative.

Grazie all’intuizione ed alla testardaggine di un prete da “strada” e non da “salotto”, adeguatamente supportato dai finanziamenti raccolti negli anni anche per merito della onlus “l’altra Napoli”, con il lavoro di settantacinque ragazzi della zona suddivisi in cinque cooperative sociali ( una per il restauro, una per l’illuminazione, una per il merchandising ecc. )  il quartiere Rione Sanità di Napoli, non un quartiere qualunque, sta facendo rivivere i propri tesori riaprendo le proprie porte anche all’estraneo .

Chiese barocche, palazzi nobiliari, ma soprattutto  le catacombe paleocristiane, le più grandi del mondo,   che sorgono sotto i piedi dei cittadini , stanno attirando turisti da ogni dove.  L’idea imprenditoriale e sociale di don Antonio di puntare sui giovani e sulle bellezze del quartiere per far rinascere i  luoghi abbandonati sta avendo successo. E non solo . Don Antonio si è premunito anche di creare per i residenti adeguati spazi attrezzati. Uno studio di registrazione, una casa di accoglienza per mamme e bambini, un laboratorio artigianale, un bed and breakfast, un laboratorio teatrale, un doposcuola.

Insomma un miracolo, nato da umiltà e concretezza, componenti che devono rappresentare per ognuno  la via maestra,  per poter affrontare al meglio i nuovi  progetti e le iniziative .

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