Monteveglio, primo borgo in transizione

Da non molto mi sono avvicinato ai concetti del movimento Transition Towns, che hanno preso forma quasi un decennio fa in Irlanda ed Inghilterra, grazie alle teorie dell’ ambientalista inglese Rob Hopkins.

immagine2Transition Towns  sta per città di transizione e con tale nome viene identificato un movimento che  ha come finalità di preparare le comunità ad affrontare le sfide del sistema economico, ambientale ( riscaldamento globale )  ed energetico ( picco di approvvigionamento del petrolio ), cercando di sviluppare un futuro sostenibile per le città del domani. Questo grazie ad un’azione collettiva che parte dal basso, da un gruppo di cittadini convinti che la  crescita infinita ricercata ed auspicata dai governi, può essere messa in disparte e sostituita da un sistema rivolto alla vita e l’ambiente.

immagine1Così facendo il movimento crede nell’ attuazione di tutta una serie di  iniziative da praticare  simultaneamente nello stesso contesto. E’ vero,  molte di esse bene o male vengono fatte anche altrove,  ed anche se importanti  spesso risultano troppo isolate e sporadiche. I più comuni esempi riguardano le energie alternative,  la gestione di orti collettivi, il recupero di materie di scarto da utilizzare come materie prime in altre filiere produttive, il riuso degli oggetti riparati .

Invece con le città di transizione il concetto chiave è quello di lavorare con … e non …contro . Cercando di avvicinarsi quanto più possibile al processo della perrmacultura,  che rappresenta uno sviluppo di azioni integrate che dovrebbero dare come risultato finale un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico. Così applicando i principi e le strategie ecologiche si può ripristinare l’equilibrio di quei sistemi che sono alla base della vita.

Tornando alle Transition Towns nel mondo pare si contino oltre 2.000 comunità riconosciute.  In Italia le ultime notizie parlano di una trentina di comunità attive.

La prima cittadina in Italia ad accettare i principi della Transition Towns  è stata Monteveglio,  un bel borgo medievale in Provincia di Bologna, con circa 5000 abitanti. Ed allora è doveroso farne cenno .immagin3

Infatti dal 2008 nel comune di Monteveglio  è in atto un processo di cambiamento rivolto alla sostenibilità . Sono state costruite scuole a consumo zero, si è sensibilizzata la popolazione sull’uso dell’acqua pubblica,  si è attivata la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, si è promossa la produzione agricola per il consumo di verdura, frutta e carne a km 0, si è dato il  permesso per la costruzione di case passive in legno, è in fase conclusiva la realizzazione di un parco di energie rinnovabili . Tanti altri piccoli progetti sono attivi nella comunità locale che per raccontarli  ci vorrebbero pagine e tempo.

Ma a noi quello che ci preme è di far conoscere la scelta di campo di sempre più città in giro per il mondo e che Monteveglio ha fatto per primo in Italia  nel lontano 2008.  Scelta che si è allargata alla condivisione ed alla ospitalità visto che l’impronta del Comune è stata fin da subito quella di far  abituare la popolazione  ad accogliere nella comunità ogni tipo di persona, consentendo a tutti di vivere in maniera piacevole, a prescindere dalle proprie posizioni.immagine4

A molti tutto questo può sembrare utopia. Ma se anche la Comunità Europea si sta attivamente interessando all’iniziativa di transizione, è segno che una certa consapevolezza nei mutamenti comincia ad emergere.

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