Mai avrei creduto ….

Mai avrei creduto di attendere con una certa adrenalina la comunicazione del 26 maggio prossimo,con l’elenco dei 15 finalisti .

Mai avrei creduto di trovarmi ad inserire sulla piattaforma Culturability un progetto di innovazione culturale e sociale, per promuovere benessere e sviluppo all’insegna della sostenibilità, grazie all’iniziativa ideata e promossa dalla Fondazione Unipolis, la fondazione d’impresa del Gruppo Unipol, la quale assegnerà 400mila euro totali (ai primi 5 verrà assegnato un contributo a fondo perduto di euro 50mila ciascuno) per sostenere progetti culturali innovativi che riattiveranno e daranno nuova vita a spazi abbandonati, ex siti industriali, edifici vuoti.

Mai avrei creduto che 5 giovani ragazzi, di cui 3 in cerca di occupazione e due studenti universitari, aiutati da genitori volenterosi (tra cui io), grazie alla possibilità di usufruire di un immobile privato dismesso, un tempo destinato all’attività artigianale di produzione di cappelli svolta della famiglia Bocci, a Lucca fin dal 1870, organizzassero un progetto, dal nome “the social hat”, che prevede la creazione di un centro di aggregazione con un bar ed un punto di ristoro, ma soprattutto con una biblioteca, un ambiente per lo studio, per le ripetizioni o per l’insegnamento di mestieri, un angolo musicale di intrattenimento, un angolo dei giochi di un tempo, una sala per visione di eventi sportivi o per incontri con esponenti sportivi , culturali, sociali o politici.

Mai e poi mai avrei creduto che in così poco tempo in cui il bando è stato aperto (16 febbraio al 13 aprile 2017), venissero inserite ben 429 domande, provenienti da ogni parte d’Italia, con progetti dettagliati, di cui la maggior parte veramente interessanti (chiunque può visionarli sul sito Culturability).

Mai avrei creduto che così tante persone, associazioni e società, potessero essere interessate ed attirate, oltre che dal contributo della Fondazione Unipolis, anche da idee e progetti legati a contenuti poco appariscenti, come cultura, innovazione, coesione sociale, collaborazione, sostenibilità, occupazione giovanile, ex siti industriali abbandonati o in fase di transizione.

Insomma, quando meno te lo aspetti, un bel segnale di entusiasmo e di responsabilità per il nostro complicato paese.

Stefano Bortoli

 

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