L’Italia non più a forma di stivale, ma di scarpa

Fino ad oggi ci siamo raccontati come una nazione con una strana forma di stivale. L’Italia con una forma strana, ma alla fine simpatica, un po’ come il suo popolo.

Dal 23 ottobre 2018 qualcuno che ci dovrebbe rappresentare in Europa, ha creduto di riprodurre il cambiamento dell’Italia in meglio, non più con uno stivale, ma bensì con una scarpa.

Da simpatica, l’Italia con quel gesto della scarpa, secondo l’azione di uno dei nostri rappresentanti al Parlamento europeo, dovrebbe essere diventata anche sovrana e rispettata.

Ma la scarpa, mostrata ai media ed ai giornalisti, e strofinata sopra le carte del Commissario Europeo Moscovici, reo di aver bocciato la manovra italiana, è stata soltanto una misera prova non di forza, ma bensì di debolezza.

La sua scarpa, in quel caso rappresentante l’Italia, sopra i documenti, che rappresentano le istituzioni europee, ha soltanto significato che in questa fase chi governa il nostro paese non ha argomenti per ribattere, non ha dialettica, non ha soprattutto capacità di trattativa. Alla fine tale azione ha dimostrato che chi ha compiuto il gesto e chi lo ha candidato non è capace di fare il lavoro per cui è stato eletto.

Le mode passano, spesso ritornano. Non ci resta che attendere di nuovo il turno del nostro simpatico stivale, che sempre meglio di una misera scarpa, alla fine, ci rappresenta.

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