L’immigrazione clandestina vero business mondiale solo dopo il narcotraffico

Quel poco che percepiamo direttamente e le valutazioni delle maggiori istituzioni mondiali non sembrano lasciar dubbi . L’immigrazione clandestina è diventata per importanza e per risultati economici  il secondo business al mondo, dopo il traffico della droga.

Noi lo vediamo soltanto dalle cronache con gli sbarchi e,  purtroppo,  con i tentativi di sbarchi, finiti in tragedie, che  periodicamente ritornano.  Ma poco altro sappiamo di ciò che avviene nelle altre parti del mondo.  Sempre più uomini, donne , bambini, sono costretti a lasciare il proprio paese per le miserie e le oppressioni. Così la loro speranza è riposta in coloro che gestiscono il traffico di immigrazione clandestina, che invece operano secondo i canoni di un business spietato dove alla fine conta solo il denaro . La speranza dei migranti  è quindi attaccata ad un sottile filo, che sostiene tante vite umane, in una migrazione clandestina, in continua crescita.

imagesI poveri migranti, trattati come schiavi, ammassati su carrette del mare, su automezzi, sui treni , sono comandati da individui  disposti a tutto. I così detti trafficanti di uomini, li troviamo sempre più numerosi, sparsi per il mondo, a lavorare per un affare sempre più internazionale, ancora non del tutto chiaro alle forze di polizia.

Le mete sognate  sono principalmente gli Stati Uniti ed alcuni stati dell’Europa ( Italia, Francia, Germania, Svizzera ecc. ). Ma le migrazioni spesso si trasformano in viaggi della morte.

Facciamo qualche esempio per rendere un minimo l’idea della drammatica situazione nel mondo .

Ogni giorno in Messico arrivano treni carichi di migliaia di persone  di ogni età, clandestini, nascosti sui convogli, che provengono da Guatemala, Honduras, Salvador che desiderano entrare negli Stati Uniti. Durante il tragitto molti verranno uccisi dai trafficanti di uomini o saranno vittima di incidenti, in un assordante silenzio.

Altro esempio di migrazione, stavolta recente,  riguarda gli albanesi del Kosovo, che negli ultimi tempi stanno cercando di entrare in Ungheria, per poi avventurarsi in Svizzera, Italia e Germania. La miseria di un paese, il Kosovo, ha fatto da trampolino di lancio per una massiccia migrazione, governata dalle organizzazioni criminali. Dopo che l’Ungheria ha adottato provvedimenti restrittivi il flusso è stato dirottato in Croazia, Slovenia, Italia e Grecia  attraverso il Montenegro , la Bosnia Erzegovina e la Macedonia.

Le rotte che maggiormente conosciamo invece riguardano i passaggi verso l’Italia e poi verso gli altri paesi dell’Europa attraverso il Medio Oriente ( Libano e Turchia ) ed i paesi subsahariani, soprattutto con l’attraversamento del deserto del Niger e la Libia. Sempre più persone disperate, provenienti dall’Asia e dall’Africa vengono obbligate ai viaggi di migrazione, a pagamento,  in situazioni ben oltre le possibilità umane.images (1)

Con il tempo qualche notizia trapela. Qualcuno parla, racconta  e le testimonianze  che arrivano fanno soltanto innorridere. Al momento le organizzazioni malavitose dovrebbero  gestire gli affari secondo queste due macro categorie:

Traffiking  ( traffico ) e smuggling ( contrabbando ).

Con il traffiking i gruppi malavitosi non hanno interesse ad incassare somme per il trasferimento ma hanno interesse che l’immigrato arrivi a destino, dove verrà utilizzato e fruttato,  come uno schiavo, in attività tipo lavoro nero e prostituzione.

Con il termine smuggling invece l’organizzazione lucra soltanto sul servizio di trasporto e non ha alcuna cura del futuro della persona trasportata.

Ed allora è il momento che le forze di polizia e le organizzazioni politiche internazionali  si associno per combattere assieme , senza ulteriori attese e tentennamente, la tratta di esseri umani che oggi costituisce un problema prioritario sia in Europa che nel resto del mondo, sia per l’ordine pubblico ma soprattutto per la dignità umana.

 

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