L’euforia del dopo elezioni, ma quanti interrogativi !

Come vediamo tutti, l’Italia è un paese in perenne campagna elettorale, dove i problemi reali finiscono sempre impigliati nelle maglie di un contrasto dialettico ed ideologico, presunto o reale, quasi sempre con vista  su orizzonti elettorali .  Così, spesso,  le tattiche pensate ed attuate, arrivano a privilegiare il controllo verso gli altri partiti,  anche alleati,  piuttosto che rischiare nuove politiche,  che inseguano,  con un approccio diverso,  la  risoluzioni di questioni fondamentali. In Italia è pertanto possibile stare al governo fingendo di essere all’opposizione. Gli intrecci ed il doppio gioco in politica sono quasi un’arte, che solo dopo tanta pratica , anche un comune cittadino, può arrivare  a capire e soprattutto ad interpretare.

Oggi ci troviamo di fronte ad un giovane  leader che si sta manifestando  con una comunicazione di rottura con il passato,  che nelle ultime elezioni europee ha portato ad un evidente successo , proprio in termini numerici, difficilmente realizzabile nel nostro paese. Peccato,  per il giovane leader,   che tale successo abbia risvolti concreti solo nel parlamento europeo e non in quello italiano, dove i numeri, soprattutto in Senato, sono ben altri.

Alleanze, apparentamenti, vincitori morali. In Italia ad ogni elezione quasi mai nessuno sembra esca sconfitto, anche perché nella maggior parte dei casi le differenze non  sono poi così evidenti. Stavolta così non è stato e quando ciò accade l’euforia  del momento la fa da padrona e la sponda vincente arriva  quasi a toccare il cielo con un dito. 

Poi,  quando si rientra nel tran tran quotidiano,  in poco tempo anche  il risultato elettorale ritorna a non essere poi così nitido e risolutivo per la svolta politica tanto attesa dalla maggior parte dei cittadini. Oppositori, alleati  o anche i  membri dello stesso partito, iniziano a mettere in dubbio o a delegittimare quel soggetto o quella iniziativa, perché  non possono pensare di avvalorare tesi altrui, quando queste andranno a discapito di consensi personali o del proprio partito, anche pensando alle elezioni , appostate sempre dietro l’angolo .

Le votazioni dello scorso maggio pare abbiano dato un segnale inequivocabile alla classe dirigente, perché si impegni senza indugio,  anche contro la vecchia politica. Il giovane premier utilizzerà anch’esso la leva del possibile ricorso a nuove elezioni politiche, pensando di bissare quanto ottenuto lo scorso maggio, nel caso le sue proposte non riescano ad imboccare velocemente la strada maestra ?

I cittadini,  assisteranno finalmente ad una vera inversione di rotta oppure continueranno a sentire i vecchi ritornelli …patto di responsabilità, dialettica politica, strategie destabilizzatrici, salvataggio della legislatura …. il cui habitat naturale non può che non essere la palude politica ?

 

 

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