L’economia circolare va insegnata da subito nelle scuole !

E’ bene che tutti, proprio tutti, bambini compresi,  ne prendiamo coscienza,  partendo dalla teoria. Per poi passare alla pratica.

Il sistema attuato in tutto il mondo fino a ieri era basato esclusivamente su una economia lineare, cioè un sistema che partiva  dalla materia ed arrivava al rifiuto.

Da qualche tempo a macchia di leopardo si è sviluppata nel mondo invece  la necessità di porre al centro la sostenibilità del sistema. E’ per questo che da oggi non possiamo  più parlare soltanto  di economia lineare ma bensì di economia circolare.

L’economia circolare è oggi al centro delle politiche ambientali europee e prosegue le fasi di  “sviluppo sostenibile” e la così detta  “green economy”,  ed è divenuta talmente importante che la Commissione Europea l’ha fatta propria, approvando  nel luglio scorso una serie di misure per aumentare il tasso di riciclo in tutti gli Stati membri e facilitare una transizione al nuovo modello di economia.

Transizione che impone  il passaggio da un processo che prevede  le fasi di estrazione- fabbricazione- vendita- utilizzo  e buttar via , ad un processo in cui  i rifiuti vengono pressoché  eliminati e le risorse sono utilizzate in modo efficiente e sostenibile.

immagine

Trarre il massimo dalle nostre risorse  riutilizzandole alla fine nel ciclo produttivo. Ecco il vero fine a cui si rivolge l’economia circolare.  Ma per far ciò è indispensabile che a monte ci sia una predisposizione tale da permettere a tutte le attività ( partendo da quella estrattiva ), di organizzarsi e fare in modo che alla fine i rifiuti prodotti diventino risorse per qualcuno altro. Con capacità innovativa  è necessario che i nuovi prodotti siano disegnati, progettati, prodotti in maniera efficiente, duratura e che nelle loro singole parti possano essere riciclati o riutilizzati in altre forme.

Questo  comporta senza dubbio un cambiamento culturale importante, anche perché l’economia circolare così come concepita , obbliga ad una forma di collaborazione che deve essere allacciata ad una predisposizione delle aziende a sviluppare nuovi progetti rivolti soprattutto  all’efficienza energetica ed ambientale.

Prolungare l’uso produttivo dei materiali e riutilizzarli, porterà a maggiore utilità , a minor impatto ambientale con minori costi per la collettività e  soprattutto a creare un importante numero di nuovi posti di lavoro,  sul riciclaggio.

Facciamo un esempio pratico. Nel tessile al momento solo il 20% dell’abbigliamento prodotto viene riciclato. Il restante 80% va in discarica o negli inceneritori. Ed allora una società britannica, per esempio,  sta studiando ed ha recentemente sviluppato un processo che permetterebbe il riciclaggio chimico per separare dal cotone il poliestere e per poi riutilizzarlo negli indumenti.

L’economia circolare è quindi la strada necessaria  per convertire il nostro attuale modello di produzione e consumo in un’economia efficiente, che sappia, non distruggere, ma aiutare il  futuro della nostra  società.

La rivelazione che è contenuta nell’economia circolare  è dunque quella che i prodotti di oggi sono le risorse di domani;  i rifiuti non sono solo rifiuti,  ma prodotti che alla fine di un percorso  si apprestano ad intraprenderne un altro.

Ed allora prendiamo piena coscienza dell’economia circolare a tutti i livelli, incominciare con la parte teorica fin dalla scuola dell’infanzia e poi su su fino alla maggiore età . Così saremo già ampiamente formati per percorrere una strada obbligata per il futuro del nostro pianeta.

Pubblicato in Notizie e con Tag , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

3 × tre =