Le parole magiche

Il periodo Covid-19 è davvero complicato in tutto il mondo, oltre le normali difficoltà che giornalmente si incontrato anche senza dover gestire una pandemia.

L’Italia in qualche modo fino ad oggi ha retto, un po’ per le iniziative sanitarie, un po’ per la responsabilità del popolo, un po’ per i piani “tampone” del Governo.

Tra poco arriveranno dalla Comunità Europea importanti fondi per sostenere e rilanciare il Paese, ed il nostro ne beneficerà più di altri.

Le idee di intervento sono tante, ognuno ha la propria priorità.

Ma su una, credo che tutti possiamo essere d’accordo, perché alla fine potrebbe essere la meno costosa e la più redditizia.

Semplificare e sburocratizzare, ecco le parole magiche per il nostro Paese. Parole già usate e riusate in passato da tutti i partiti, di destra, di centro, di sinistra. Ma nessuno è ma riuscito nell’intento, anzi se nulla c’è ognuno ha aggiunto del suo per complicare il sistema ed ingrandire il problema.

Stavolta l’occasione è davvero troppo ghiotta, perché questo è un anno terribile ma potrebbe anche diventare un anno straordinario, per la rinascita di una nazione stretta tra le tenaglie di burocrati e di burocrazia. In ogni campo, in ogni settore. Si va dal fisco, alla scuola, all’urbanistica, alla sanità, alla giustizia, allo sport, ecc. ecc.

Gli italiani sono stati responsabili durante il picco della pandemia; perché non lo dovrebbero essere nel caso di un allentamento normativo e di una deregolamentazione, che renda più fluidi i processi decisionali ed attuativi, per arrivare a benefici oggettivi e pratici ben superiori alle nostre più rosee immaginazioni?

Semplificare e sburocratizzare, queste sono le parole magiche dal quale è necessario ripartire con urgenza, prima di decidere dove e come investire nel Paese. Ora è davvero giunto il tempo delle riforme, il popolo non può più aspettare, la situazione è delicata.

Le forze e le menti in ogni campo ci sono, basta ascoltarle.

Vanno riscritte tante regole, tutte strategiche e strutturali, ma vanno riscritte in forma semplice, chiara e soprattutto in poche pagine, che obblighino il cittadino a minimi e semplici adempimenti. In ogni settore.

Questo è un anno terribile ma potrebbe divenire anche straordinario.

Sta a noi decidere.

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