Pedalare controvento

Il nostro sito ha più volte esaltato il mondo  delle due ruote a pedali ed i servizi ad esso connessi.

Alcune notizie che giungono dal mondo della bicicletta sono purtroppo di segno contrario ed obbligano ad impegnare le nostre forze molto più del necessario. E’ come pedalare controvento.

In Italia più aumentano i ciclisti, che con il loro “andare in bicicletta”  stanno mutando gli stili di vita, più aumentano i furti ed in certi casi, purtroppo eclatanti, i disservizi.


Con più di tremila bici rubate al giorno, soprattutto nel nord-est della penisola dove se ne fa uso in maniera costante,  si  rende necessario  mettere in campo azioni di contrasto, che perlomeno complichino la vita ai ladri. Si va dagli accorgimenti più semplici di come legare e quali antifurti utilizzare, a quelli recentemente ideati , che permettono di targare la propria bici, utilizzano un sistema di etichettatura permanente con un numero identificato, oltre a poter iscrivere i veicoli anche nel Registro italiano bici.

Difendere la propria bici è un impegno , ma lo dovrebbe essere anche quello, come cittadini,  di difendere il servizio pubblico di bike sharing.

Per esempio a Roma è scoperto che tale servizio, rispetto alle altre capitali europee,  si trova in una situazione vergognosa.

Partito con interessi e buone prospettive  con la giunta Veltroni che ne aveva affidato la gestione ad una società spagnola, con la giunta Alemanno si è pensato bene di assegnarlo all’azienda della mobilità romana Atac. Da quel momento il servizio, ancora in fase sperimentale,  è andato pressoché a rotoli.

Ciclostazioni che versano nel degrado  e senza biciclette, in quanto quasi tutte rubate, mentre le poche bici che si trovano ancora parcheggiate sono inutilizzabili, in quanto da ricondizionare. Insomma il servizio non esiste più. 

Il danno economico per il Comune, e di conseguenza per il cittadino,  supera il milione e mezzo di euro, che si va ad aggiungere al disservizio e soprattutto al danno di immagine, che forse ha un prezzo ben più alto.  Per concludere, 450 bici  rubate e bike sharing romano ko.

Quanto raccontato non può e non deve  rimanere la nostra realtà, non possiamo abituarci a questo stato di cose.

Anche perché per gli altri ( Parigi, Londra, Barcellona, Berlino e persino Milano, senza citare i paesi del nord europa ) , il servizio di bike sharing è funzionante e fa parte di una onesta quotidianità .

Pubblicato in Notizie e con Tag , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

sedici − 9 =