La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte

Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina… Ecco quanto scritto da Sant’Agostino, teologo romano.

E poi ancora Umar Khayyam, poeta e filosofo persiano, nato nel 1048 a Nishapur disse … la vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte

Ed allora, queste affermazioni al tempo della rivoluzione digitale, come si posizionano?

Direi molto bene visto che mai affermazioni come quelle di Sant’Agostino e Umar Khayyam furono più vere ed attuali, osservate le emozioni, le sensazioni e il piacere della scoperta che solo gli appassionati viaggiatori conoscono.

Oggi se l’utilizzo delle agenzie di viaggi è in flessione, il passaparola si è fatto elemento essenziale e si diffonde e propaga sui social dove si riportano esperienze di viaggi e dove oltretutto qualcuno è riuscito a fare delle sue vacanze una vera e propria professione.

Viaggiare apre la mente, ogni viaggio è una scoperta, soprattutto se esiste un contatto con le culture, le realtà di vita e le persone del luogo.

Chiaramente restano ai margini i soggiorni di lusso trascorsi all’interno di villaggi turistici, che non permettono di fare esperienze a contatto diretto con gli abitanti del luogo, persone ed ambienti nuovi. Solo con queste ultime sarà come rivivere una seconda volta, visto che tutto ciò rimarrà nella nostra memoria e nel nostro cuore per sempre.

E’ vero che si può viaggiare anche con l’immaginazione, con il pensiero, oppure immersi guardando un film o uno spettacolo teatrale; ma il vero viaggio corrisponde con il provare ad esprimersi in un’altra lingua, con l’abbandono delle proprie certezze e delle proprie abitudini.

Generalmente non invidio nessuno, mi accontento, ma un po’ di invidia verso quanti riescono a viaggiano molto, non posso negare che dentro di me esiste.

Stefano Bortoli

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