La vita è dura e Nando non ha paura

Dopo 30 anni,  a 49 anni,  per la prima volta da quando lavoro, mi trovo, precisamente dal 18 dicembre,  ad affrontare i giorni della settimana in maniera diversa .La vita è cambiata.  Prima i ritmi erano scanditi dagli impegni lavorativi dal lunedì mattina al venerdì sera. Dalle 8 alle 19 chiuso  in ufficio, lontano da casa,  in zone industriali.  Al sabato si accumulavano  le commissioni familiari, i lavori per l’abitazione e le visite agli anziani della famiglia. La domenica  riposo ed un po’ di hobby. Quasi sempre di corsa. Nei pochi giorni di ferie, durante l’anno, si cerca  di interrompere il tram-tram quotidiano con brevi viaggi.  Nel tempo diverse aziende e svariati settori, sempre nuove realtà e  nuovi colleghi , tante cose viste ed imparate. Lunga esperienza con ruoli di responsabilità in attività sia commerciali che industriali, sia grandi che piccole.

unoInvece da metà dicembre 2015 il cambiamento forzato, il lavoro non c’è più, nessuna azienda mi ha più a libro paga. Mi resta ancora qualche mese di mobilità dal fallimento del 2012 dell’industria dove lavoravo .

Ed allora alzarsi al mattino con i figli che vanno a scuola  e la moglie che va a lavoro ed affrontare i giorni della settimana in maniera diversa  : come saranno, cosa ci sarà di diverso  ?

Per prima cosa c’è da rilassarsi , visto che lo stress accumulato negli ultimi tempi di lavoro mi ha portato anche vari problemini di salute. Poi devo cominciare a fare,  per depennare la lista di cose che mi ero scritto, tante incombenze di ogni genere che avevo rimandato al momento della disoccupazione, che sapevo ormai prossima (mai comunque ero rimasto con le mani in mano, avendo cercato attivamente lavoro, ma invano ).

Poi la casa da gestire , occuparsi dei figli, andare a fare la spesa; soppiantare la moglie nel ménage familiare ( con cui già collaboravo attivamente in un’equa ripartizione di compiti ) . Però ora tutto è  inaspettatamente possibile durante i giorni lavorativi,  in cui prima ero sempre chiuso in ufficio.  I primi giorni mi ha fatto un po’ strano, soprattutto il lunedì quando tutto si rimette in moto ed io non so come ripartire. Poi i vari impegni prendono il sopravvento, tra cui anche la ricerca di lavoro.

Lavoro, parola quasi angosciosa. Anche se l’esperienza e la professionalità sono importanti, la situazione contingente, l’età e l’inglese non fluente, complicano le cose.  Siti web da seguire, contattare amici, ex colleghi,  professionisti, per non lasciar nulla al caso. La cosa che risalta di più è l’approccio con le  agenzie interinali. Quasi peggio che andare dal proprio medico. Aperte  uno o due giorni a settimana con orari ridottissimi, disponibili sì ma per poco, visto che le persone che si presentano e che attendono il proprio turno sono  sempre tante, hanno troppa offerta e poca domanda. Molta carta da archiviare, difficile che si ricordino di tutti. Devi ritornare, sollecitare, almeno per far memorizzare che ci sei anche tu.

Altra cosa che mi ha fatto riflettere riguarda l’andare negli uffici ed a fare la spesa durante gli orari in cui prima ero chiuso in ufficio.  Ho sempre pensato che fuori avrei incontrato pensionati, anziani e casalinghe; comunque poca gente. Invece mi sono dovuto ricredere. A giro,  ovunque tu vada , tu trovi sempre tanta gente ( a parte i piccoli negozi che sono francamente un po’ vuoti fino al tardo pomeriggio ),  persone di ogni età, non solo anziani. Non ci avrei scommesso.IMG_20160124_173903

Tornando alla ricerca di lavoro, come dicevo prima ho vissute tante esperienze ed ho conosciuto tanta gente, nel mondo industriale, commerciale, bancario e dei professionisti. Dovunque sono stato, credo di aver lasciato un buon ricordo e non mi trovo attorno nemici o persone da evitare. Nonostante che dovrei essere un po’ avvantaggiato nella ricerca, sto provando sulla mia pelle che comunque è  molta dura poter riuscire a riacquistare un dignitoso posto di lavoro.

Così in uno dei pomeriggi da disoccupato, in auto, nel traffico cittadino, riportavo mio figlio a casa dopo l’allenamento e pensavo immedesimandomi nei panni di chi per esempio,  operaio, ha svolto per 30 anni il suo onesto lavoro sempre nella solita azienda  all’interno di una fabbrica  e poi,  tutto ad un tratto,  si trova in mezzo alla strada. Con poche amicizie che contano, con un’esperienza lavorativa molto settoriale, come farà per ricollocarsi, la vita lavorativa cosa potrà offrirgli di nuovo ? Un attimo dopo ho alzato gli occhi all’insù ed ho accennato ad un sorriso amaro,  visto che l’autocarro con le cassette di frutta che era davanti a me aveva la seguente scritta nella barra del cassone : LA VITA E’ DURA E NANDO NON HA PAURA …

Pubblicato in Economia -Lavoro e con Tag , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

quattro × uno =