La convenienza del Km zero

Negli ultimi anni grazie al Km zero, domanda e offerta di prodotti agricoli si sono incredibilmente avvicinate con grande soddisfazione per chi produce e chi compra. Chi produce ha infatti la possibilità di vendere vicino al luogo di produzione attrezzando un locale della propria azienda o creando un vero e proprio spaccio aziendale aperto a tutti.

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Il tutto a costi decisamente contenuti se si tiene conto anche del risparmio nel trasporto della merce che rimane nel luogo di produzione.

Chi compra ha invece il beneficio di trovare sempre e comunque merce fresca appena raccolta e a prezzi inferiori a quelli di mercato mancando i classici passaggi commerciali produttore-trasportatore-grossista-rivenditore. Il cliente finale ha quindi la certezza di avere a disposizione la merce ad un prezzo più equo ed anche il produttore non è costretto a svendere i propri prodotti.

Ma i vantaggi del Km zero non finiscono certo qui; anche l’ambiente ne risente in positivo mancando quasi del tutto la fase del trasporto. Ciò si traduce in minor consumo di carburante con conseguente minore emissione di CO2 nell’aria. Inoltre le sempre più numerose aziende che aderiscono al Km zero puntano molto anche sulla qualità del prodotto mettendo in atto coltivazioni naturali e con ridotto impiego di conservanti e fertilizzanti chimici. La cosiddetta coltivazione BIO.

km zero1I piccoli comuni rurali lanciano spesso iniziative a sostegno di questo mercato ed anche la Coldiretti ha iniziato a fare la sua parte varando il progetto Campagna Amica (www.campagnamica.it) un vero e proprio marchio di qualità al quale i produttori possono partecipare pagando un canone annuale di 100 Euro. In questo modo si sottopongono ad un regime di continui controlli incentrati sulla qualità che rendono merito al loro impegno nella coltivazione naturale e garantiscono il consumatore finale.km zero 2

I numeri stanno diventando davvero interessanti: in tutto il territorio italiano le aziende che partecipano a Campagna Amica sono oltre 7 mila, i mercati superano le mille unità e sono oltre 1200 gli agriturismi che hanno iniziato a fare le coltivazioni BIO. Inoltre nel territorio italiano sono sempre più numerosi anche i ristoranti che propongono menu a Km zero con prezzi spesso allettanti.

Insomma, in un periodo in cui si parla sempre più spesso di OGM, tutte queste belle iniziative fanno ben sperare. L’economia agricola per l’Italia è sempre stata un punto di forza. Se si punta forte sul risparmio unito all’alta qualità possiamo iniziare a trovare le prime vie d’uscita da questa crisi. I troppi campi incolti delle nostre campagne potranno tornare di nuovo ad essere produttivi creando nuovi posti di lavoro e contribuendo in maniera decisiva alla cura dell’ambiente.

Km zero quindi, ma anche presa di coscienza delle innumerevoli possibilità offerte dal nostro clima e dal nostro territorio.

 

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