La casacca dei parlamenti

Mi spiace, ma torniamo ancora una volta su questa questione, perché è un bel nodo, ma in qualche modo andrà affrontato e sciolto, altrimenti l’ingovernabiltà sarà perenne e mai potrà arrivare una svolta ed un miglioramento del paese.  Molti non saranno d’accordo su quanto andiamo a scrivere, perchè ci sono posizioni abbastanza distanti.

L’Articolo 67 della nostra costituzione recita:

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Questo articolo fu scritto dai padri fondatori della Repubblica, vista la storia, per garantire sempre la democrazia e la libertà di espressione agli eletti del Parlamento. In parole povere si voleva garantire che rispetto alle indicazioni del partito o del programma elettorale, fosse legittimo cambiare idea e che non si fosse obbligatoriamente vincolati. Cioè i parlamentari devono restare liberi di pensare ed agire.

Ma da noi negli ultimi 15 anni molto è cambiato e tante cose sono degenerate. Tra queste anche il passaggio di un parlamentare da un partito ad un altro ed a volte nella stessa legislatura, ad un altro ancora.

Destra, sinistra, centro, tutti i colori diventano uguali. Si cambia casacca soprattutto in base alla propria convenienza, oppure si progettano nuovi partiti appena eletti in Parlamento, dopo aver sfruttato un gruppo che garantiva l’eleggibilità. Vabbè liberi, ma così davvero si esagera.


Ed ogni volta che si pensa alla questione del vincolo di mandato salta fuori l’esempio del Portogallo, che applica una regola unica, ma molto interessante.

Nel paese lusitano, in qualsiasi momento, si perde il mandato parlamentare se ci si iscrive ad un partito diverso rispetto a quello con il quale si è stati eletti.

Vuoi cambiare partito durante il tuo mandato parlamentare? Benissimo, però sai che sei estromesso dal Parlamento per quella legislatura. Poi ti puoi ripresentare senza problemi alle future elezioni con il nuovo partito. Altrimenti c’è un possibilità di restare in Parlamento. Sempre abbandonando il partito con il quale si è stati eletti, ma rimanendo come indipendenti.

Cioè fino alla conclusione della legislatura il parlamentare non può iscriverti ed operare per un nuovo partito, ma non è più soggetto alla disciplina del gruppo parlamentare precedente e gestisce il suo incarico secondo coscienza, ma con una casacca neutra.

La norma portoghese mi pare onesta, equilibrata e democratica, e soprattutto facilmente applicabile.

Io ci farei un pensierino, ma il male è che chi la deve votare è lo stesso Parlamento e visto il degrado… forse la zappa sui piedi non se la vuole tirare nessuno…

Insomma, mutare il proprio pensiero è legittimo e talvolta doveroso. Ma c’è modo e modo di cambiare casacca.

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