Italiani all’estero

Ma quanti italiani ci sono all’estero in questo periodo? No, non vogliamo raccontare delle vacanze degli italiani all’estero, anche perché quest’anno con il problema Covid-19 si racconterebbe ben poco.

Vogliamo invece far presente, vogliamo dare un’idea, di quanti italiani  sono residenti all’estero.

Quelli iscritti al all’ Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (AIRE), aggiornata al 2019, cioè quelli che hanno mantenuto la cittadinanza italiana, sono poco più di 5 milioni, meno del 9% del totale della popolazione (circa 60 milioni).

Non pochi, vero? E dove vivono?

Sul podio abbiamo al primo posto l’Argentina (circa 840mila), al secondo posto la Germania (circa 760mila), al terzo posto la Svizzera (circa 620mila).

Parecchi scalini sotto troviamo il Brasile (circa 440mila) e la Francia (420mila) e via via gli altri.

Impressiona la statistica che posiziona l’Argentina al primo posto, visto che si stiamo parlando di un Paese che si trova dall’altra parte del mondo e che per raggiungerlo le persone hanno compiuto lunghi viaggi in condizioni estreme, a costo talvolta della vita stessa.

Le statistiche ci dicono che la presenza italiana in Argentina è stata altissima soprattutto nei due decenni a cavallo del XIX secolo, anni in cui circa il 50% degli stranieri presenti in Argentina era di origine italiana e in alcune zone come nella provincia di Buenos Aires e quella di Santa Fe la loro presenza sfiorava il 30% su tutta la popolazione. A partire dagli anni sessanta il flusso migratorio si è drasticamente ridimensionato, ma si stima che oggi quasi il 60% degli attuali 45milioni di argentini possa vantare un legame di parentela diretta con l’Italia.

Con la crisi economica del 2001 l’Argentina ha definitivamente perso la speranza di diventare una tra le principali potenze economiche mondiali, così che si sono verificati due fenomeni correlati tra loro: la crescita esponenziale di richieste di cittadinanza italiana e l’inizio di un nuovo tipo di flusso: le migrazioni di ritorno.

Ma perché iniziò l’emigrazione proprio verso l’Argentina? Perché nel primo periodo molti emigrati ottennero proprio là una quasi inaspettata fortuna economica che ebbe risalto nel nostro paese, ma anche perché l’Argentina all’epoca poteva essere una patria di libertà per molti esiliati, in particolare mazziniani e personalità politiche che più tardi risultarono decisive nel Risorgimento italiano. Ma non solo, perché molti professionisti e commercianti attivi soprattutto nel settore della navigazione fluviale e marittima e nel settore agricolo, là si trovarono a loro agio.

Emigrare è un diritto, non è una fuga, è un’occasione per crescere e migliorarsi.

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