Islanda, modello di democrazia partecipativa

Ci  devo andare  in  Islanda , non solo per provare le suggestioni di una natura indimenticabile , ma   devo vedere da vicino gli islandesi , gli voglio stringere la mano. E’ davvero un popolo che  pare assomigliare alla terra in cui vive.

Tempo fa già con l’articolo  “ Islanda, c’è bonaccia, la nave rientra in porto” avevo analizzato e messo in risalto alcuni aspetti significativi di un popolo , parecchio a nord, lontano dal resto del mondo sia da un punto di vista geografico che da quello degli  affari e degli  inciuci politico/finanziari. Diversamente dagli altri paesi, in Islanda la forma non conta, conta la sostanza, così che  ogni cittadino è considerato  “importante” e  “deve”  partecipare alla cosa pubblica, nel bene e nel male. images

Dopo anni di felicità e benessere , interrotti bruscamente dal 2008 con la crisi mondiale, il popolo islandese ha affrontato a viso aperto,  situazioni difficile , che in altre paesi, forse si sarebbero strascicate avanti nel tempo, finendo poi  per ricadere sulla massa dei più deboli e dei meno scaltri.

Corona islandese espulsa dal sistema monetario internazionale, debito schizzato in poco tempo al 108%, diversi istituti di credito nazionali  falliti. Ma il popolo nonostante le gravi difficoltà, come dicevamo, ha combattuto gli eventi a testa alta, pur di fare la giusta pulizia. Comitati cittadini e referendum hanno indirizzato  il paese verso una riorganizzazione generale interna come pure hanno deciso di rinunciare definitivamente all’ingresso nell’Unione Europea. L’isola da poco tempo  si è risollevata, ma nonostante questo,  i suoi cittadini sono sempre vigili e pronti ad intervenire.

Lo hanno prontamente dimostrato, mandando a casa in pochi giorni  il premier David Gunnlaugsson, che a causa delle crescenti proteste di piazza  si è dovuto dimettere . Anche lui è rientrato nel recente scandalo mondiale  di Panama Papers, ma al momento sembra il solo ad aver pagato .

islanda-rivoluzione1Accusato di aver nascosto assieme alla moglie ricchezze in società offshore di Panama, migliaia di cittadini sono rapidamente scesi in piazza per chiedere le sue dimissioni. Si calcola che i manifestanti in strada  sono stati molti di più rispetto alle proteste contro il governo nell’anno della crisi bancaria del 2008, governo , anche in quel caso, poi dimessosi.

Il premier islandese sarà la prima ed unica vittima dello scandalo, nonostante le migliaia di nomi di tutto il mondo? E’ probabile.

In giro i media sorvolano sulle notizie provenienti dall’Islanda, tanto … è una piccola nazione e conta poco … Invece l’Islanda è un vero pilastro di democrazia partecipativa, a cui tutti , politici e cittadini, dovrebbero guardare.  Oltre che per i paesaggi naturali  incantevoli è anche per questo che devo andare in Islanda, per vedere e stringere la mano agli islandesi, modello di vera democrazia.

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