Immigrazione: per favore, diteci sempre le cose come stanno

Tutti, proprio tutti, dobbiamo cominciamo a dire le cose come davvero stanno nel nostro paese.

Sembra quasi che la lingua italiana sia fatta apposta per dire le cose come non stanno, mentre si possono tranquillamente dire le cose come sono… tanto ormai nessuno ci crede più…

A parte le battute, dobbiamo soffermarci e spiegare alle persone di buon senso tante cose, ma oggi vogliamo raccontare dell’emergenza migranti, l’emergenza degli sbarchi in Italia.

Tre concetti, solo tre concetti vanno detti, che poi alla fine sono le situazioni che realmente si sono manifestate o che stanno accadendo, contrariamente a quanto ci è stato o ci viene raccontato.

Primo. Dal 2014 a metà 2017 c’è stata una vera emergenza migranti, un boom di sbarchi (negli anni precedenti al 2014 al massimo si era raggiunta la punta di 40mila arrivi in un solo anno, per il resto i flussi erano contenuti).170mila persone nel 2014, 150mila persone nel 2015 e 180mila persone nel 2016. Nel 2017 fino a metà anno gli arrivi erano già 83mila, mentre nella seconda parte dell’anno sono stati solo 36mila (dopo spiegheremo il perché). Il paese cominciava ad essere davvero in difficoltà, mentre nessuno o quasi dalle stanze del potere parlava di una vera emergenza da affrontare. C’era un problema reale che non si riusciva  a contrastare, ma si cercava di farlo passare alle masse non come tale.

Secondo. Nel Governo Gentiloni, c’è stato il Ministro dell’Interno, Marco Minniti, che è risultato lo spartiacque del problema migranti. Nel 2017 si è recato più volte in Libia ed attraverso trattative con personaggi locali più o meno riconosciuti dalla comunità internazionale, ha raggiunto un accordo di collaborazione, spingendo i potenti libici a fermare, in qualche maniera, il flusso migratorio verso il nostro paese (flusso che utilizzava ed utilizza ancora la Libia come punto base prima della partenza verso l’Italia). Ed il flusso alla fine è stato drasticamente limitato. Senza andare troppo per il sottile, Minniti, solo dopo aver visto i frutti del suo lavoro, ha riferito pubblicamente che, tali accordi italo-libici, sono stati necessari perché…di fronte all’ondata migratoria ho temuto che ci fosse un rischio per la tenuta democratica del paese…

Terzo. Dalla seconda metà del 2017 fino a tutt’oggi il flusso migratorio verso il nostro paese, per effetto dell’intervento di Minniti, è drasticamente sceso, tanto che nei primi sei mesi del 2018 il numero degli arrivi di migranti è stato poco sopra 14mila, un numero ampiamente gestibile e per niente preoccupante. Mentre dal Governo in carica  continuano ad arrivare messaggi allarmanti che ci dicono che c’è da contrastare il problema dell’emergenza migranti, quando oggi, numeri alla mano, il flusso di esseri umani non rappresenta più una emergenza o un grave problema per il nostro paese, ma solo una delle tante situazioni con cui tutti i paesi più industrializzati devono fare i conti, organizzando correttamente le modalità di accoglienza e di integrazione, oltre che di espulsione per i non aventi diritto a rimanere sul nostro territorio.

Ieri c’era una vera emergenza ma al Governo cercavano di nasconderla, non sapendo bene come affrontarla; oggi non c’è più alcuna emergenza ma abbiamo un Ministro che ci viene a dire che l’emergenza c’è ancora.

Ora basta, per favore, diteci le cose come stanno davvero, così tutti possiamo tentare di remare nella stessa direzione.

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