Il virus che va combattuto con la giusta cultura e la giusta politica

In Italia da molti anni c’è un virus che apparentemente può sembrare innocuo perché viene sottaciuto, viene raccontato solo ai parenti ed agli amici intimi, ma non lo è.

E’ un virus che le statistiche inesorabilmente però rilevano, che da anni sta colpendo sempre più italiani e recentemente ha preso di mira anche gli immigrati.

E’ un virus che sembra ben radicato sul nostro territorio e che ha trovato terreno fertile a causa di diversi fattori:

– politiche familiari dello Stato parecchio insufficienti;

–  scelte volontarie;

– cause fisiologiche, associate ad altri fattori come lo stress e l’inquinamento ambientale.

Il virus è il crollo delle nascite.

L’Italia è uno tra i paesi europei più colpiti da tale virus, con il più basso indice di natalità e l’età media per la prima gravidanza molto alta.  Nell’ultimo decennio le statistiche dicono inoltre che non solo gli italiani non fanno più figli, ma anche le famiglie di stranieri che sono in Italia hanno un evidente calo di natalità.

Ci sono scelte di carattere volontario con sempre maggiore interesse all’occupazione piuttosto che alla riproduzione; ci sono cause come l’infertilità, anche perché l’età della donna al primo figlio è oltre i 30 anni, come pure lo stress e l’inquinamento ambientale sono fattori che non aiutano nella riproduzione; ci sono soprattutto le assenze di tanti governi, che nel tempo, nonostante le difficoltà crescenti, non hanno portato alcun aiuto a quelle famiglie con figli o a quelle desiderose di averli.

E se a tutto questo vogliamo aggiungere che in Italia troppe volte i genitori non ammettono i propri errori nello svezzamento di un figlio, che viene messo al centro di tutto ed eccessivamente protetto, il cerchio dentro il quale il virus si riproduce, è chiuso.

Per debellare il virus bisogna partire innanzitutto da nuove ed efficaci politiche familiari, durature e progressive, che nel tempo riuscirebbero senza dubbio ad incidere anche sulle scelte volontarie. Ed a cascata, perché no,  potrebbero avere anche benefici sull’infertilità.

Questo effetto domino aprirebbe una breccia importante nel cerchio chiuso in cui il virus al momento si riproduce.

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