Il salvagente dell’Italia ad ottobre resterà gonfiato?

I problemi economici e finanziari in Italia sono tanti, forse troppi e crescenti, ma molti esponenti del nostro Governo, li prendono sottogamba.

Ad ottobre prossimo possiamo prevedere che potrebbe aggiungersene un altro, di problemi. Quello di vedersi sgonfiare il salvagente del Banca centrale europea (Bce), che negli ultimi anni era stato consegnato all’Europa, in particolare ai paesi più in difficoltà come l’Italia, da Mario Draghi.

Ed allora la domanda che fin da ora ci dobbiamo porre è questa: il salvagente lanciato da Draghi all’Italia, ad ottobre resterà gonfiato?

Ottobre 2019, perché in quel mese a Mario Draghi scade il mandato (in carica dal 2011) di Presidente della Banca centrale europea. Senza dubbio non sarà rinnovato, in quanto altre nazioni reclamano quella poltrona. Ed allora, chi verrà dopo, avrà sempre la stessa pazienza ed un occhio di riguardo verso il nostro paese? Non lo sappiamo.

Nonostante che la Bce avesse annunciato da tempo la fine del quantitative easing ( anche se notizie dell’ultima ora parlano di un possibile ripristino), il programma di acquisto dei titoli di stato iniziato nel 2015, che ha contribuito a sostenere soprattutto l’economia italiana in una fase molto critica, la presenza di Mario Draghi al vertice dell’Istituto, ha sempre garantito un aiuto implicito o esplicito verso il nostro paese.

Questo non ce lo dobbiamo dimenticare, come non possiamo non riconoscere che la personalità, l’esperienza e l’equilibrio di Mario Draghi, sono caratteristiche positive, importanti per tutto il continente ed apprezzate in tutto il mondo (e pure riconosciute, negli ultimi tempi, anche da alcuni esponenti tedeschi, un tempo a lui contrari).

Ma ciò nonostante, c’è chi, tanto per citarne uno, Di Maio, in alcune particolari situazioni, ha avuto pure il coraggio, di attaccarlo con frasi: “Avvelena il clima invece di tifare Italia”, solo perché Draghi aveva valutato alcune iniziative politiche del nostro attuale Governo.

Draghi ha avuto, tra le altre cose, il merito di farsi riconosce come legittimo, lo strumento che permette alla Bce di lanciare interventi potenzialmente illimitati a difesa di un Paese sotto attacco sui mercati. E questo per il “caso Italia”, non è un dettaglio da poco.

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