Il ritorno al ciclo chiuso

Per fortuna molti stanno tornando al ciclo chiuso.

E cosa vuol dire ?

Prima d spiegarlo c’è da dire che pensando al ciclo chiuso viene subito alla mente la teoria dei corsi e dei ricorsi storici, con la quale Giambattista Vico (Napoli, 23 giugno 1668 – Napoli, 23 gennaio 1744) ,  filosofo, storico e giurista italiano,  sosteneva che alcuni accadimenti si ripetevano con le medesime modalità, anche a distanza di tanto tempo, e ciò avveniva non per puro caso ma in base ad un preciso disegno stilato della divina provvidenza. Proprio questa teoria calza a pennello sull’argomento di oggi. Il ciclo chiuso.

imagesInnanzitutto dobbiamo spiegare che il ciclo chiuso lo troviamo nell’agricoltura e rappresenta la vera innovazione dei giorni d’oggi . Infatti tale modalità di gestione dei terreni risulta sempre determinante per la vitalità complessiva della nostra terra e della salute dell’uomo. Così per poter andare avanti bene si ritorna alle origini.

Parlare di ciclo chiuso equivale in grandi linee a parlare di  agricoltura biodinamica, cioè di un modo di fare agricoltura, dove piante, terreno e animali sono parte di un unico sistema,  in un ciclo dove tutto rinasce e muore, senza necessità di agenti esterni .

Con  il ciclo chiuso, nel tempo, si ha l’aumento della fertilità della terra con risvolti importanti sulla qualità del cibo prodotto, che alla fine ritornano in notevoli vantaggi per la salute dell’uomo e dello stesso ambiente. Il ciclo chiuso, se vogliamo essere precisi si distingue in piccolo ciclo chiuso ed in grande ciclo chiuso.

Sinteticamente con il piccolo ciclo chiuso si fanno crescere delle piante nel terreno ed anziché raccoglierle si assimilano nella stessa terra che le ha generate. Con il grande ciclo invece, entrano in gioco anche gli animali. Animali che non solo producono concimi di per se, ma se allevati nello stesso terreno ed alimentati con i prodotti della stessa terra, alla fine producono un concime speciale, che permette di alimentare al meglio  il terreno e le piante. Con il metodo biodinamico la vita del terreno è conservata con metodi naturali: compost prodotto da letame, materiale vegetale come fertilizzante, rotazione delle colture.

images (1)E’ chiaro che i ritmi di produzione e le quantità prodotte sono diverse dall’agricoltura moderna ed intensiva  che utilizza i prodotti della chimica. Infatti il terreno viene in parte ruotato per farlo riposare e rigenerare. Così ci vuole tempo per organizzare le produzioni, i raccolti e raggiungere livelli qualitativo bel oltre la media.

Così il ciclo chiuso rimette in armonia l’ambiente ( acqua, aria, terra ) riuscendo a fornire prodotti nutrienti, controllati al 100%, con aromi e sapori ben superiori rispetto  dalla media degli stessi prodotti in commercio.

Con un approccio meno intransigente ma più filosofico le aziende agricole possono comunque arrivare a buone produzioni riducendo i costi (valorizzando gli scarti e riducendo o eliminando concimi e fitofarmaci) , nel rispetto dell’ambiente.

Per fortuna che in certi casi la teoria dei corsi e dei ricorsi storici ci ripropone opportunità positive !

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