Il problema è riuscire a farsi ascoltare

Non so negli altri paesi, ma nel nostro uno dei problemi di vita quotidiana è quello di riuscire a farsi ascoltare. E nella vita, come nel lavoro, è fondamentale riuscire a farsi ascoltare. Perché poi quando riesci a trovare la persona giusta, che ti ascolta e cerca di prendersi cura del tuo problema, la volontà e la generosità di buona parte delle persone italiane sono delle qualità che, nonostante tutto, a volte riescono a risolvere assai.

Siamo nel paese dei controsensi perché può risultare più facile entrare nell’ufficio e farsi ascoltare da un Sindaco, da un Direttore, che riuscire a contattare ed avere risposte dall’ufficio preposto al tuo problema, di un Ente o di una società.

Si parla tanto che dobbiamo spingere sull’uso delle nuove tecnologie che riducono i tempi e favoriscono l’organizzazione, ma il guaio é che tante volte si spinge da una sola parte, quella del cittadino; dall’altra, cioè dagli Enti o dalle Aziende, ben ci si guarda dallo spingere, troppa fatica!

Ma, non solo, a seconda del soggetto con cui ti devi confrontare (Comune, Scuola, Università, Ospedale, Inps, Agenzia delle Entrate, Società di telecomunicazione e delle altre utenze ecc.) devi prima studiare a fondo la modalità con la quale devi approcciare visto che nel nostro paese non c’è uniformità nel servizio offerto. Solo per telefono, solo per Pec, solo per mail, solo con presenza diretta, oppure con alcune di queste possibilità. Ma solo alla fine si capirà l’unica forma che potrà davvero portare a qualche risultato. Insomma… ad ogni giorno basta la sua pena

Pena, perché di esempi, possiamo citarne tutti a saccate.

Mail circostanziata con documentazione fotografia all’Urp del tuo Comune, richiesta che è soggetta ad obbligo di risposta, e nessuno che risponde; segreteria studenti di una importante università in una città capoluogo di regione, dove per avere dei chiarimenti, anche se abiti in altra città, se non ti prendi una giornata di tempo e vai allo sportello direttamente, non avrai mai una risposta, pur cercando di chiamare tutti i numeri disponibili della segreteria; centralini virtuali che ti incanalano dopo lunghe attese al nulla. E tante altre sono le situazioni che ognuno di noi potrebbe raccontare.

Ed allora come ne usciamo? Oggi come oggi se ne esce avendo un amico che conta all’interno dell’azienda o dell’ente che ci deve ascoltare; oppure cercando di andare direttamente nell’ufficio che ci interessa, facendo capire che da là non si esce se non dopo aver avuto una risposta; o ancora, quando non troviamo vie di uscita, mettendo in “piazza” il disservizio, attraverso la stampa o i social.

Come invece se ne dovrebbe uscire? Per esempio uniformando e standardizzando il più possibile le modalità di accesso per il cittadino, avendo cura di metterlo a proprio agio ; obbligando i superiori a monitorare l’operato dei propri collaboratori che si trovano a fronteggiare richieste della cittadinanza, sanzionando chi risulta inefficiente; scegliendo le persone più adatte a lavorare nel così detto front office. 

Il problema del farsi ascoltare si può risolvere e va risolto.

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