Il mito della velocità

Ovunque l’impazienza, i ritmi frenetici e lo stress si fanno sentire. E questo tante volte può
comportare soluzioni sbagliate e danni persino al vivere civile.
 
Ad ogni livello dal più alto (Governo), al più basso (semplici comportamenti di ogni singolo individuo)
c’è da stare al passo con i ritmi frenetici che la società ci chiede. Altrimenti si dimostra di non essere
all’avanguardia e competitivi.
 
C’è quasi la paura di perdere tempo che rende difficile anche il godersi l’attesa, perché la società
istiga all’impazienza.
 
Non si tratta di restare fermi, ma di ponderare bene le cose, a volte rallentando.
 
Leggete qua sotto che scherzetto fa l’impazienza, il ritmo frenetico, il non ponderare certe decisioni.
E’ da ridere.
 
 
Due mail Pec emesse da una banca e ricevute da un’azienda cliente (che chiaramente non aveva ancora aderito all’iniziativa):
 
28 novembre 2019
Gentile Cliente, venerdì 13 dicembre 2019 alle ore 16,30 presso la Sua filiale, festeggeremo insieme l’arrivo del Santo Natale. Saremo lieti della Sua presenza. E’ gradita conferma.
 
3 dicembre 2019
In riferimento alla nostra precedente comunicazione in data 28 novembre 2019, visto le adesioni superiori alle attese, La informiamo che, per ragioni di sicurezza, il brindisi di Natale previsto per il giorno venerdì 13 dicembre alle ore 16,30 non si potrà effettuare. Cogliamo l’occasione per formulare
in anticipo i nostri auguri di Buone Feste. Con i migliori saluti.
 
Vi immaginate quanti clienti si sono precipitati nel confermare, visto che i giorni “buoni” per la
conferma erano soltanto venerdì 29 novembre e lunedì 2 dicembre?
 
Forse il primo passo da fare è invece il divorzio dal mito della velocità.
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