Il futuro del lavoro passa dall’economia verde

immagine 1Boyan Slat, 19 anni , olandese, studente in ingegneria aerospaziale, amante del mare, è balzato agli onori delle cronache in quanto è  riuscito  a raccogliere recentemente oltre un milione di dollari in appena 40 giorni ed ora punta all’obiettivo di due milioni in . Come ha fatto ? Grazie ad un progetto di sua invenzione che porterebbe alla pulizia degli oceani dalla plastica. La sua soluzione si chiama  Marine Litter Extraction e promette di rimuovere 7.250.000 tonnellate di spazzatura plastica dagli oceani.

Il dispositivo è costituito da una lunga rete collegata con alcune piattaforme galleggianti in modo da convogliare la plastica verso i punti di raccolta. Oltre all’aspetto economico Boyan Slat, per la suddetta iniziativa  ha richiesto la collaborazione di personale esperto :  programmatori esperti in modellazione fluidodinamica (in particolare SPH),  ingegneri processisti (meccanici), ingegneri di strutture marine,  utenti esperti di MATLAB , biologi marini (particolarmente esperti di plankton).

immagine 2Il suo primo lavoro sarebbe quello di ripulire la grande area tra le Hawaii e la California dove l’accumulo si è formato a partire dagli anni cinquanta, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico (North Pacific Subtropical Gyre), dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario .

L’Isola di plastica del Pacifico ( Pacific Trash Vortex ), nota anche come grande chiazza di immondizia del Pacifico  (Great Pacific Garbage Patch), esiste davvero è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante.

Dall’altra parte del mondo e precisamente in Italia, sempre per quanto riguarda le attività legate al recupero e riutilizzo di materiali, c’è da rilevare i buoni risultati conseguiti negli anni dal Consorzio ECOLIGHT, che è oggi uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Costituito solo nel 2004 , nel 2013 ha raccolto 14400 tonnellate di cellulari e piccoli elettrodomestici.

immagine3Il Consorzio, inoltre, con  il progetto IDENTIS WEEE, partito nel 2012, che si sviluppa nell’arco di un quadriennio e coinvolge tre nazioni europee,  prevede  zone sperimentali  ( alcune città dell’Emilia Romagna e la zona di Saragozza in Spagna), dove sono stati installati nuovi contenitori stradali e dedicati alla raccolta di alcuni piccoli elettrodomestici, di cellulari e di lampade a basso consumo, come pure nuovi contenitori per la raccolta di grandi elettrodomestici, televisori e computer collocati anche nelle stazioni ecologiche e nei negozi (sia all’interno, sia all’esterno). I contenitori sono dotati di un nuovo sistema informativo che  permetterà di risalire all’utente, determinare l’esatto quantitativo conferito, tracciare il ciclo di vita del rifiuto,  fornendo informazioni sul prodotto, sui materiali recuperabili e garantendo la trasparenza dell’intero processo di gestione. A conclusione del progetto , dopo  il  monitoraggio del sistema e la catalogazione di dati su raccolta e recupero, si avrà il  quadro completo sugli esiti della sperimentazione.

immagine4Insomma i nuovi mestieri legati al riutilizzo di materiali, al taglio degli sprechi ed alle energie rinnovabili potrebbero creare un enorme bacino di occupazione molto interessante nei prossimi venti anni.

Tutto dipende se la  transizione dall’era del petrolio a un’economia verde arriverà a compimento. Per un benessere diffuso.

Pubblicato in Ambiente, Economia -Lavoro e con Tag , , , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

tre + 6 =