Il debito privato

Tutti o quasi sanno che in Italia ci portiamo dietro la zavorra del debito pubblico, che preoccupa il nostro popolo ma anche e soprattutto gli altri stati europei.  Da oltre un ventennio il debito pubblico è evidente, pesante, ma oggi è più o meno come allora.  Circa il 120 % del prodotto interno lordo.  E più l’Italia riesce a mantenere basso il tasso d’interesse e di conseguenza gli oneri finanziari su tale debito,  e meno risorse finanziarie sono necessarie alla copertura del bilancio ogni anno.

Pochi invece sanno che in Italia esiste anche un debito privato, che negli ultimi tempi preoccupa, forse più di quello pubblico, sia le istituzioni italiane che straniere. La crescita del debito privato è realtà, la viviamo  quotidianamente, ma i media tendono a raccontarla singolarmente, ma non  nel loro insieme, forse per non creare ulteriore allarmismo.

Se fino a pochi anni fa si pensava che lo stato fosse pesantemente indebitato,  ma i privati con i loro redditi e soprattutto i loro risparmi potevano controbilanciare il deficit, oggi  non è più così .

Infatti , se per imprese , banche e famiglie  un ventennio fa  il debito privato rappresentava circa 80% del prodotto interno lordo, oggi tale percentuale ha superato il  200%, contrariamente al debito pubblico, che come già detto, più o meno è rimasto invariato.

La grande crisi ha profondamente inciso su tutti i  fronti come in un circolo vizioso. Infatti le aziende,  con la riduzione o la sospensione delle vendite,  non sono state più in grado di ripagare i debiti contratti, oltre ad aver dovuto licenziare il personale impegnato.  Ciò ha portato le banche ad una situazione surreale, cioè  di mancanza di denaro da prestare, visto che le imprese e successivamente anche i privati, a causa della perdita di lavoro,   si sono  ritrovati nell’ impossibilità di mantenere gli impegni di ripagare i propri debiti. Tutto questo ha portato le imprese e le banche a veder accelerare  l’esposizione debitoria ed ha portato i privati, oltre che all’ aumento dell’indebitamento, anche a veder ridotto il tasso di risparmio, che risulta ai minimi dal 1980. Il tutto condito da una crescente pressione fiscale e da un aumento dei prezzi, che soltanto da poco si è arrestata, solo per l’impossibilità manifesta di poter andare oltre, vista la situazione generale.

La situazione generale  debitoria, per non dire emergenza debitoria, continuerà ad essere negata o quantomeno sorvolata, come avviene oggi ?  Non credo che non affrontando il problema, anche se effettivamente molto spinoso, si arrivi naturalmente ad una soluzione.

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