Il culto del meteo

Che ne dite? Sarà il caso di pensare ad una regolamentazione delle informazioni riguardanti le previsioni del tempo? Anche perché oggi siamo quasi alla paranoia del meteo.

Anzi dirò di più. C’è da cominciare a pensare seriamente ad una campagna di sensibilizzazione di quando e come guardare ed interpretare il meteo.

Anche perché i tanti colori dell’ “allerta meteo” che vengono diramati, spesso soltanto a solo titolo precauzionale o per escludere responsabilità in carico ai soggetti preposti, possono mandarci in confusione e qualche volta, se non ascoltati, possono portare a tragedie.

Da qualche anno il giro di affari (soprattutto in pubblicità) che viene realizzato dai tanti siti meteorologici è enorme e non regolamentato, quando invece i soli servizi pubblici nazionali, Aeronautica Militare ed Arpa, solo gli unici che raccolgono i dati, li assemblano e li inviano in Gran Bretagna, a Reading, dove è in funzione un importante centro meteorologico che riceve ed elabora tutte le informazioni provenienti dai satelliti meteorologici.

A quel punto dal centro di Reading vengono offerte informazioni con le previsioni a tre giorni, a costi veramente contenuti, che vengono acquistate dai tanti siti meteo che troviamo in giro, in quali non fanno altro che rielaborarle con modelli matematici più o meno strutturati, così da generare delle previsioni, anche a lungo termine (!), poi offerte e vendute un po’ ovunque (tv, radio, giornali, siti ecc.).

Così il “culto” del meteo accoglie sempre più fedeli, ma ognuno si rivolge o proviene da una “formazione” o “congregazione” diversa.

E’ inutile negarlo: ormai viviamo  con una certa fissazione da previsioni meteo, istituzioni pubbliche incluse.

Ed allora, o decidiamo di prendere un po’ più alla leggera le previsioni del tempo visto che raramente troveremo tutti gli avvisi meteo univoci, oppure dobbiamo limitarci a guardarle in un tempo molto ravvicinato,non oltre le 48 ore, a limite per le 72 ore (visto che per le leggi della fisica meteorologica non sono possibili previsioni attendibili oltre i 4 giorni) e rivolgendoci soprattutto a istituzioni meteorologiche riconosciute.

Anche perché, va detto, a volte, i siti che si sono “buttati” sul business delle previsioni meteo, e che in base ai click ricevuti sul proprio sito basano il fatturato pubblicitario, in certi casi, usano come politica commerciale di fare previsioni incerte fino all’ultimo, per attirare gli utenti a vedere e rivedere come sarà il tempo, soprattutto nel fine settimana. Più la situazione è dubbiosa, più numerosi saranno i contatti, più introiti pubblicitari si avranno.

La consapevolezza, anche nell’ambito del meteo, ai nostri giorni, può essere fondamentale e, per far sì che ci sia, crediamo importante che venga organizzata una campagna di sensibilizzazione, anche perché la posta in gioco, a volte, può essere alta. Sia economicamente parlando (nel caso di turismo, eventi, manifestazioni) che purtroppo nei casi di perdita di vite umane (ad esempio la tragedia in Calabria,  lungo il corso del torrente Raganello nel Parco Nazionale del Pollino, per la piena del torrente, dovuta ad un improvviso temporale, ha travolto un gruppo di escursionisti, nonostante un’allerta meteo diramata per tempo).

Stefano Bortoli

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