I “veri” personaggi da raccontare

 

Tutti i giorni leggiamo sui giornali ed ascoltiamo alla radio  e vediamo ai  telegiornali le solite litanie dei soliti personaggi che ormai quasi tutti disapprovano. Personaggi che sono arroccati su posizioni di privilegio, create con astuzia ed ingegno nel tempo, che vivono una vita pubblica senza un minimo rimorso o ripensamento anche perché i nostri mezzi di informazione continuano a dare loro una considerazione che crediamo non più  degna. Per questo è necessario andare oltre trovando e raccontando le esperienze, le linee guida e le aspettative future  dei “veri” personaggi che, nonostante le enormi difficoltà, stanno facendo del bene all’Italia .  Per questo oggi  vogliamo parlare di  Daniela Ducato e della sua esperienza che prima ancora di essere considerata come modello economico,  rappresenta un  vero modello politico che guarda avanti per costruire percorsi condivisi ed equilibrati .

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Imprenditrice sarda, già impegnata cittadina che si batteva per il rispetto della legalità,

del decoro urbano e dell’ambiente, appartenente ad una famiglia di commercianti di materiali edili, la sua dote iniziale è stata quella di cominciare ad immaginare un’edilizia industriale che fosse naturale e sostenibile. Aiutata dal marito Oscar a perseguire ideali innovativi ed un po’ pazzi, dopo aver ascoltato molte persone ed i loro saperi , decise che era giunto il momento di investire in ricerca .  Dieci anni dopo con i marchi  Edilana e Edilatte, Daniela Ducato ha creato, con le sue aziende,  procedimenti e materiali a impatto zero con l’utilizzo di scarti naturali come ad esempio la lana corta che veniva considerata rifiuto speciale, le scotte della ricotta, i  raspi e le vinacce, lo sciacquo delle arnie, i resti della sansa. Le “eccedenze”, come vuole chiamarle lei, provenienti principalmente dalla filiera alimentare , sono diventate componenti fondamenti di nuove tipologie di materiali soprattutto per l’edilizia, ma anche per l’arredo d’interni, per il settore nautico, aeronautico e impiantistico. I prodotti creati non hanno nulla da invidiare a quelli convenzionali ed in più al momento di un  eventuale smaltimento, non avendo impiegato derivati del petrolio , il loro  costo energetico ed ambientale è irrilevante. Insomma utilizzare veri e propri scarti, che finirebbero in discarica, come materia prima ; questo è stato il sogno trasformato in realtà da Daniela Ducato, che le ha  permesso ben presto di ricevere svariati  premi sia nazionali che internazionali,   frutto non solo di idee geniali, di  un attaccamento ai valori morali ed ambientali, ma anche di una gestione e di un coordinamento  che ha portato alla creazione di un vero  polo produttivo italiano della bioedilizia. Nato in Sardegna  il primo nucleo del distretto,   oggi si è allargato ad altre regioni per complessive 72 piccole  aziende, le quali hanno scelto di realizzare prodotti buoni e puliti , senza ulteriore consumo di suolo e di risorse e senza  aggravi di CO2. Con l’impiego di circa  550 persone complessivamente . Proprio questo polo produttivo potrebbe essere un modello a cui ispirarsi, perché con esso si risparmia, si impara a dialogare e si gestiscono le aziende secondo metodi  di trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari e  dei processi produttivi . E perché le 72 aziende che si sono messe in rete producono tutto ciò che serve per costruire una casa, dalle fondamenta, alle fognature, all’erba del giardino; il tutto  secondo criteri di bioedilizia. edilana2

Si potrebbe andare avanti parlando dei materiali prodotti, dei risparmi nell’imballo e nel trasporto, del primo esempio nel Comune di Guspini de La Casa Verde CO2.0, ma per ora ci fermiamo qua. Più avanti svilupperemo anche questi argomenti. Quello che interessava raccontare è l’dea semplice, la tenacia, lo scambio di esperienze , il rispetto dell’ambiente, l’ impegno civile, l’ introduzione di valori morali anche  nelle attività economiche; insomma le caratteristiche positive  che questa storia ci presenta, sono talmente numerose che quasi quasi ci vengono dei dubbi, visto gli usi ed i costumi che ci circondano.  Proprio con l’impegno di tutti, ma soprattutto dei mezzi di comunicazione, se riusciremo a dare maggiore spazio a queste realtà non solo non avremo più simili dubbi ma terremo quel pizzico di positività in più che servirà da spinta per una ripresa e da convinzione  per poter accantonare definitivamente  i personaggi che ancor oggi vorrebbero  mettersi in bella mostra, solo per garantirsi un futuro che però pare ormai loro segnato.

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