Le eccellenze italiane possono fare numeri da capogiro

Già in precedenza la nostra redazione si era interessata nell’articolo “Consumismo e Globalizzazione sono arrivati al capolinea ? di localizzare il business, di auto approvvigionamento di produzione regionale.

Oggi vorremmo parlare di  un’ azienda italiana che in meno di dieci anni, si è fatta un nome nel mondo, basandosi proprio sull’eccellenza regionale.

eataly 1

Si tratta di Eataly ( il nome è un crasi di eat e Italy ), azienda che si occupa principalmente  di vendere ci

bo italiano di qualità, prodotti tipici della gastronomia italiana.

Al momento la società ha una decina di  punti vendita in Italia, diversi in Giappone ed uno a New York. Più di 300 milioni di fatturato , 2700 addetti, numeri da capogiro che subiranno decisi aumenti, viste le previsioni di nuove aperture in tutto il mondo  e le altre iniziative in programma.

Fondata da Oscari Farinetti , già proprietario di Unieuro ( poi ceduta ad una società britannica ),  che rappresenta il socio di maggioranza con il 60% , per il restante 40% è controllata da alcune cooperative del mondo Coop.

Come è possibile che in un momento così delicato, un’ azienda italiana venuta dal nulla  riesca ad emergere così rapidamente con ulteriori previsioni di crescita nei prossimi anni ?

Oltre alle indiscusse  doti imprenditoriali, ciò è stato possibile in quanto sia i produttori che  i consumatori hanno valutato molto positivamente l’idea di portare  e vendere dalla campagna alle città i  prodotti delle nostre terre. L’ Italia pur con tutte le contraddizioni del caso, possiede risorse e capacità impensabili , che in questo caso sono state puntualmente valorizzate e messe a disposizione di molti.

Ma non solo,  Eataly ho promosso iniziative e ne sta programmando altre , di sicuro interesse, tutte improntate sulla riscoperta delle tradizioni, dell’ambiente e della genuinità.

Ecco alcuni esempi .

In una tipica cascina tra Monferrato Langa e Roero,  con l’Eataly di San Damiano è stato creato un percorso che si base sull’ospitalità dei residenti delle città  che vengono invitati a  scoprire le colline, la gente di campagna, favorendo la conoscenza e il rispetto per il lavoro agricolo.

eataly 2

Nel 2015 a Torino con  Eataly debutterà il  vivere ecologico sotto il nome di  Green Peas (Piselli verdi ) e sempre nel 2015 a Bologna sarà la volta della  Fabbrica Italiana Contadina (acronimo: F.i.co.), enorme investimento in termini di dimensioni, costi e posti di lavoro , con il quale verrà creato in  parco per l’agroalimentare  di qualità. Ancora nel 2015 è prevista una importante sinergia con l’Expo di Milano, che proseguirà nel capoluogo lombardo anche successivamente alla mostra.

Il tutto condito da punti  vendita che dedicano zone alla libreria diffusa, all’illustrazione delle produzioni tipiche delle regioni, a laboratori del pane, alle aree di degustazione , alle scuole di cucina aperte anche ad ospitare la didattica per le scuole .

Insomma fare impresa riscoprendo le vere tradizioni e le possibilità del nostro territorio è possibile. Eataly ce lo dimostra.

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2 Responses to Le eccellenze italiane possono fare numeri da capogiro

  1. Pierangela Benedetti dice:

    Ho 76 anni…preferirei averne meno…però coloro che hanno meno anni di me non hanno avuto il piacere di vedere e di vivere quell’ultimo scampolo di mondo in cui l’uomo e la terra erano amici. Quando il mondo e l’uomo erano amici. Ho visto un mare a Genova talmente limpido da poter scorgere le pietre sul fondale. A Lucca ho visto lavorare la terra, raccoglierne i prodotti, portarli al mercato la mattina dopo….Bere il latte munto dalla sanissima mucca della stalla controllata dal veterinario. Un bel maiale grasso nello stallino che produceva la carne per tutto l’inverno…polli…conigli..Il tutto allevato con gli scarti di cucina, con l’erba tagliata nel campo al momento giusto e riposta nella capanna all’asciutto…perchè se ammuffiva la mucca non la mangiava più. Nascondersi dentro i covoni di grano. Mangiare dell’ottimo pane fatto nel forno di laterizio. Sembrava una vita faticosa…. la vanga pareva pesante…e allora abbiamo preferito fare una autostrada sul campo in Località Al Maggiolino anzichè continuare a farci crescere il grano…Fare la casa nuova sul terreno che ci regalava ottime patate. Trovare lavori diversi, meno pesanti ( mah! ) e andare a comprare le patate con i soldi guadagnati. Si ma i sapori non sono più gli stessi…il mare di Genova è torbido e la vita è assai più faticosa e insicura. Ringrazio Dio di avere 76 anni e di poter ricordare quei tempi stupendi…..a parte una guerra terribile che non è ancora finita…..

  2. Pierangela Benedetti dice:

    Voglio ancora dire. Siete voi giovani che ora dovete fare dinuovo pace con la terra, con l’aria, con il mare…con il mondo. Le guerre devono finire che sono una cosa orribile oltre che stupida. Al mondo c’è posto e cibo per tutti….la terra è MADRE non matrigna. Quindi coraggio e buon lavoro!!!

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