I grandi eventi sportivi si salveranno ?

Come è accaduto nel nostro piccolo e cioè che  tutte le manifestazioni, le società e le associazioni  sportive hanno avuto un drastico ridimensionamento, così anche i grandi eventi sportivi  mondiali  cominciano a vacillare. Quelli già programmati  riusciranno a salvarsi, oppure subiranno una implosione che necessariamente dovrà portare ad un cambio di rotta generale ?  Le date ad oggi certe, oltre alle imminenti Olimpiadi invernali di Sochi in Russia, ,   riguardano il mondiale di calcio in Brasile nel 2014, le Olimpiadi sempre in Brasile a Rio de Janeiro  nel 2016, i campionati europei di calcio in Francia nel 2016, i mondiali di calcio in Russia del 2018 , le Olimpiadi invernali in Corea del Sud del 2018,  le Olimpiadi del 2020 in Giappone a Tokio ed i mondiali di calcio del Qatar nel 2022.

Innanzitutto  dobbiamo ricordare che con l’organizzazione delle Olimpiadi del 2004, la Grecia ha contribuito a peggiorare enormemente  la propria situazione già abbastanza complicata,  che poi è sfociata nella drammatica crisi economico-sociale ancora di attualità.

Poi alcuni segnali  di insofferenza e diverse complicazioni , riguardanti le future manifestazioni,  si sono già manifestate.

Campanelli di allarme, oltre alle sempre possibili azioni terroristiche, sono emersi  innanzitutto in Brasile,  durante lo svolgimento del  torneo pre mondiale di calcio della scorsa estate, dove  ci sono state importanti proteste  in più città contro le politiche del Governo, reo di sostenere troppe spese per l’organizzazione dei  Mondiali e delle Olimpiadi , a discapito degli investimenti in settori fondamentali come la sanità e l’istruzione.  Oltretutto negli ultimi tempi ulteriori grossi problemi  stanno caratterizzando l’attesa per il Mondiale in Brasile. Già sette operai morti durante i lavori;   alcuni impianti sono stati costruiti  in zone dove non ci sono squadre locali competitive ed il calcio non appassiona;  i costi hanno ampiamente sforato i limiti preventivati ; i ritardi per la costruzione di alcuni impianti   stanno mettendo in dubbio la possibilità di utilizzarli per l’inizio della competizione ; gli operai impegnati nei vari lavori,  provenienti pure dall’ Europa, vengono pagati con molto ritardo ed oltretutto  devono vivere in alloggi di fortuna, ammassati  l’uno sull’ altro.  A proposito del trattamento dei  lavoratori, dal Qatar,  dove sono già  all’opera per  l’edificazione degli impianti sportivi del 2022, sono filtrate notizie che parlano di immigrati costretti  a lavorare da schiavi , senza stipendio  e con passaporto sequestrato per paura di fughe, in condizioni climatiche e di alloggio al limite della sopportazione. Per questo  purtroppo  si contano già 44 vittime. Tali gravissimi problemi  vanno ad aggiungersi a quelli legati ai rischi delle alte temperature, durante lo svolgimento delle partite, che sta portando il dibattito sull’ opportunità di spostare  al periodo invernale la manifestazione del 2022, in impianti climatizzati. E per finire torniamo in Europa, dove il Presidente della Uefa, Michael  Platini, sta pensando, con il pretesto del 60° anniversario della manifestazione, di  attuare una misura anti-crisi, e cioè di  far svolgere il torneo degli europei  di calcio del 2020 in diverse città ( si pensa a 12 città )  di vari stati e  non in una sola nazione, per alleggerire il peso economico ed organizzativo della manifestazione.

Insomma  i benefici  economici, sociali e psicologici che le grandi manifestazioni sportive potevano offrire a chi era incaricato dell’ospitalità dell’evento,   forse stanno venendo meno,  proprio a causa delle stesse ragioni , che stavolta sono però di segno contrario . 

In conclusione, non possiamo che auspicare un’attenta analisi ed un ripensamento di  strategie,  che possa andare di pari passo con le esigenze dei popoli  direttamente interessati,   e che nel contempo garantisca e continui a promuovere  l’attività sportiva e lo sport in generale, che  come poche altre cose, ha ancora il potere di  cambiare il mondo.

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