I Giochi Olimpici chiamano, ma la nostra atletica leggera saprà rispondere ?

Momento importante per lo sport azzurro. Tennis femminile, basket maschile, moto mondiale. Per fortuna un po’ di vitalità. Perché da poco sono terminati i mondiali di atletica leggera di Pechino e per l’Italia è stato  buio totale . Nessuna medaglia e dodici atleti su quindici eliminati prima della finale. Così le ultime quattro edizioni dei mondiali di atletica leggera hanno visto l’Italia ottenere complessivamente solo due misere medaglie. E tra meno di un anno inizieranno i Giochi Olimpici, la massima competizione, la più emozionante, sognata da tutti gli atleti e gli sportivi.

immagine1In giro ci si chiede: sarà questo un (lungo) periodo di transizione ?  Tutti lo sperano, anche perché a livello giovanile qualche risultato in questi ultimi tempi c’è stato . Fatto sta però  che il gruppo di atleti azzurri di Pechino era esiguo e veramente di basso livello.

Lanci,  velocità,  mezzofondo; tempi, metri, tutto sembra molto lontano . Colore della pelle, fascia muscolare; pare che la genetica sia un alibi soltanto per noi, visto che ci sono tanti atleti di carnagione bianca di altre nazioni che competono ai massimi livelli. Ed anche nella marcia, dove da sempre abbiamo fatto ottime figure, stiamo arrancando.

Oltre ad un problema culturale , visto che molte famiglie non appoggiano ma anzi scoraggiano quei ragazzi che penserebbero di avvicinarsi all’ atletica leggera, in particolare a certe discipline ( vedi per esempio il lancio del peso, del martello ecc. ),  c’è un problema modaiolo, con  altri sport ( vedi calcio, basket ecc. )  visti in tv e chiaccherati  ovunque, che di fatto si prendono la maggior parte della fetta di praticanti, anche sulla scia di un passa parola che inconsapevolmente attira troppi ragazzi, non tutti però portati per detti sport. Facendo così perdere a loro ed a tutto il movimento dello sport delle opportunità rilevanti .

immagine2Ritornando ai giovani praticanti, la nostra speranza dell’atletica , soprattutto nelle categorie allievi e juniores. Ci sono, sono vivaci  ed ottengono pure discreti risultati. Potenziali campioni.  Poi al momento del  salto … della staccionata…cioè del passaggio alle competizioni non più riservate alle categorie giovanili,  succedono tante cose, che ne bloccano l’esplosione da un punto di vista di risultati sportivi. Un po’ per l’età critica dei 18/20 anni, un po’ per l’appagamento di aver trovato una sistemazione economica, grazie all’ingresso in un corpo militare,  un po’ per il problema collegato ai tecnici non sempre all’altezza della situazione, la stragrande maggioranza finisce nel grande mondo dell’anonimato sportivo.

I tecnici sono senza dubbio parte fondamentale dell’ingranaggio . Riuscire a  far dosare al ragazzo le energie, miticare gli eccessi sia positivi che negativi nei casi di vittoria o di sconfitta, seguirlo in una giusto sviluppo fisico,   insegnare la tecnica per gradi, via via crescendo. Ecco le più importanti variabili che un allenatore deve cercare di indirizzare e controllare. Ed allora è necessario pensare anche alla sua formazione, con la creazione di vere scuole di specializzazione, con veri corsi di aggiornamento.

immagine3Ad ogni competizione mondiale negli ultimi anni diciamo sempre:  peggio di così non si può fare. Speriamo che questa frase non si debba ancora ripetere.

L’atletica ha bisogno di risorgere. Le emozioni di un popolo, oltre che dell’atleta vincente, durante una Olimpiade, non possono essere lasciate soltanto agli altri. L’occasione di Rio de Janeiro 2016 è vicina e va presa al volo, perché …ogni lasciata… è persa.

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