Governo: chi mal comincia…

Chi mal comincia … peggio termina. Speriamo che per il Governo Gentiloni, il sessantaquattresimo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo della XVII legislatura, il proverbio sardo non si realizzi. Ma immagine2le premesse non sono incoraggianti.

Se prima con Matteo Renzi i vari Ministri, ad esclusione di Padoan, si muovevano con cautela e dietro la stretta regia dello stesso Presidente del Consiglio, con Paolo Gentiloni, almeno in questo inizio, ognuno viaggia un po’ per suo conto.

E così si sono avuti già i primi problemi, che all’apparenza sembrano di poco conto anche perché forse siamo distratti dal periodo natalizio, ma che in realtà sono ben più gravi. Le opposizioni si stanno facendo sentire con la dovuta energia solo in un caso ( Ministro Poletti ) con una mozione di sfiducia individuale, forse perché hanno la certezza che questo Governo rimarrà in vita soltanto pochi mesi, giusto il tempo per una nuova legge elettorale, che bene o male dovrà essere in buona parte condivisa. immagine

Da cosa allora questo pessimo inizio? Innanzitutto come non ricordare le parole in tv del Ministro Maria Elena Boschi… se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico. Il nostro piano B è che verranno altri e noi andremo via… mentre lei è ancora lì, nuovo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

In secondo luogo le luci della ribalta, in senso negativo, si sono accese sul nuovo Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che è stata colta in flagranza di “curriculum inesatto”, dato che aveva indicato un Diploma di Laurea in Scienze Sociali mai conseguito. La Fedeli, nel suo bagaglio,  ha soltanto un diplomino da assistente sociale. Proprio ad un Ministro dell’Istruzione doveva capitare un simile inconveniente? Con che faccia si presenterà davanti al mondo della scuola ed alle alte sfere dell’istruzione?

immagine1Al terzo posto troviamo il nuovo Ministro degli Esteri, Alfano, il quale, purtroppo per lui, è stato filmato a Bruxelles nella prima uscita ufficiale, mentre a gesti cercava di spiegare il ritardo del suo volo, visto che a parole, in inglese non riusciva. Proprio ad un Ministro degli Esteri doveva capitare la sfortuna di non essere “ferrato” nell’ inglese? Con quale temerarietà si può incontrare, nel 21° secolo, con gli altri Ministri, non conoscendo le lingue?

Al quarto ed ultimo posto, solo perché si è manifestato per ultimo, troviamo la brutta ripartenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Poletti, il quale ha rilasciato questo suo pensiero davanti ad alcuni giornalisti ( poi in parte corretto ): “Giovani vanno all’estero? Alcuni meglio non siano tra i piedi”. Proprio ad un Ministro del Lavoro doveva immagine4sfuggire dalla lingua questa imprecazione, in un periodo in cui il mondo del lavoro in Italia può essere paragonato ad una palude dalla quale è difficile muoversi? Fuga di cervelli, giovani lavoratori in cerca di opportunità, meno giovani senza più aspettative di ripartire in Italia: l’ultima speranza diventa, giocoforza, quella di rivolgersi all’estero.

Così vero è che molti politici non si vergognano mai di quello che dicono e quello che (non) fanno, come pure va detto che il popolo italiano dimentica troppo in fretta; ma attenzione perché… le parole volano ma i proverbi rimangono

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