Gelato, made in Italy

Le norme sul galateo dicono che …va tenuto in mano ma in maniera non troppo decisa altrimenti si può spezzare. Si comincia leccandolo ai lati, con colpetti leggeri, affinché  non coli, per poi affrontare la parte superiore, da leccare con maggior intensità…

Chiaramente, stiamo parlando del gelato la cui origineviene riconosciuta in gran parte del mondo all’Italia ,anche se sembra che, in Europa,  fu introdotto per primo in Francia,  da parte comunque di emigrati italiani. 

Il gelato deve essere inizialmente suddiviso tra quello industriale e quello artigianale ( la differenza principale tra i due gelati sta nell’uso di materie prime non fresche e fresche)   e proprio di quest’ultimo oggi vi vogliamo parlare.

Se prima in giro per il nostro paese si trovavano quasi esclusivamente  gelaterie artigianali, adesso il mercato sta producendo anche piccole catene, sempre di tipo artigianale, ma senza dubbio più strutturate,  che operano con punti vendita propri ( un esempio – Grom ) o per mezzo di franchising o affiliazioni (un esempio – Crema e Cioccolato ).

Nella mia esperienza non ricordo di aver visto ancora  una attività di vendita  di gelato artigianale chiudere  i battenti a causa delle difficoltà economiche , anche se oggi  il mercato interno registra un vero boom di gelaterie. Senza poi contare  tutti quei  bar e ristoranti che lo propongono, pur non tenendolo come prodotto principale. Il settore comunque regge e può essere considerato sempre un settore rifugio, sia per gli imprenditori che vogliono investire che per coloro che sono in cerca di occupazione.

Alla leadership italiana nella vendita,  dobbiamo giocoforza associare anche quella della filiera dei produttori di macchine da gelato, degli arredamenti e delle attrezzature per gelateria. L’Italia anche in questo caso è il principale fornitore di gelaterie artigianali sia all’interno che all’estero, riuscendo a coprire oltre la metà del mercato mondiale . Negli ultimi tempi però anche le industrie americane stanno cercando di proporsi con impianti e macchinari innovativi. In ogni caso chi deve acquistare,  cerca di investire soprattutto su quegli impianti che oggi propongono un basso consumo elettrico, di acqua ed un minor impatto ambientale.

Sapete qual è il peggior nemico del business del gelato ? E’ il tempo. Da aprile a ottobre più fa freddo e meno gelato si vende, più è caldo e più le vendite schizzano in alto. Ed allora nei piani di sviluppo e di vendita di quanti operano nel settore delle gelaterie , anche le previsioni meteo hanno il loro peso . A meno che non si scelga di aprire una gelateria in una località dove fa sempre caldo, anche a gennaio . 

Proprio così,  le potenzialità di business si amplificano se cominciamo a pensare di esportarlo verso  i paesi esteri, dove il mercato ha ampissimi margini di crescita.  Ed allora ecco che soprattutto  le piccole catene,  hanno già  investito e stanno programmando sempre nuove aperture di punti vendita nelle più disparati parti del monte. Si va dal Brasile, alla Cina, ai paesi del Golfo Persico, alla Russia alla Tunisia ecc. ecc.

Insomma, finalmente una buona notizia. Il mondo del gelato made in Italy si conferma un settore sicuro con possibilità di crescita esponenziale nei mercati esteri .

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